Nella Finanziaria 2010, Tremonti aveva introdotto l’obbligo del pagamento di un contributo nelle cause di opposizione alle sanzioni amministrative. Ora, questa famigerata tassa inventata solo sette mesi fa, dal 31 luglio è aumentata del 10% per cui ora il costo è salito a 41 euro.
E cosi molti cittadini si troveranno in una situazione paradossale.
Faccio un esempio.
Se lascio l’auto in un parcheggio a pagamento oltre il tempo per cui ho pagato la sosta, se vengo pizzicato dalla Polizia Municipale, il costo della sanzione sarà di 22 euro.
Ecco dov’è il paradosso. Se volessi proporre ricorso innanzi al Giudice di Pace, ritenendola una multa non meritata, è del tutto evidente che c’è una sproporzione tra il valore della controversia e le spese che dovrei in ogni caso anticipare.
Per cui tra le Pubbliche Amministrazioni con poteri sanzionatori e il normale cittadino, si è creato un vulnus al diritto sacrosanto alla difesa, sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione.
E così, anche se il cittadino avesse sacrosanta ragione, non gli converrebbe fare ricorso.
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