La Germania ha deciso: nel 2022 uscirà definitivamente dal nucleare.
Fino a marzo scorso, le 17 centrali atomiche tedesche producevano il 22% del fabbisogno elettrico del Paese. Di queste ne sono rimaste in funzione 9 che producono attualmente il 15% dell’energia elettrica tedesca. Questa minore produzione è stata compensata con una maggiore efficienza e una migliore gestione.
In seguito le fonti rinnovabili e le centrali a gas povere di biossido sostituiranno totalmente le centrali nucleari.
Già nel 2010 la Germania ha prodotto il 17% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili e nel 2020 arriverà al 35%, per produrre nel 2030 il 50%.
La Germania usa tre strumenti per garantire la sua produzione: Ampliamento della rete, potenziamento delle energie rinnovabili e aumento dell’efficienza.
Il risparmio energetico come “fonte di energia” è decisivo.
Insomma, la Germania, il più importante Paese europeo ed il più grande esportatore mondiale, ha portato a compimento ciò che oltre 27 milioni di italiani avevano deciso col referendum del 12 /13 giugno scorso: chiudere col nucleare.
Se lo fa la potente Germania, a maggior ragione questa scelta la possono e devono fare tutti gli altri Paesi.
Le centrali nucleari per produrre energia sono ormai il passato.
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