giovedì 8 dicembre 2011

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 7 dicembre 2011

Da Milano a Palermo, passando per Reggio Calabria e Napoli, non passa giorno che la magistratura non scopra nuovi casi di corruzione, collusione con le mafie, lauree e appalti assegnati grazie a corruzioni.
Nel consiglio regionale della Lombardia, 16 consiglieri su 80, il 20%, sono in stato d’arresto, oppure inquisiti o indagati, per corruzione, sfruttamento della prostituzione, abusi d’ufficio e altre varie nefandezze.
Quasi quotidianamente vengono arrestati o inquisiti dei politici e anche qualche giudice, corrotti dalla malavita organizzata.
La corruzione sta distruggendo il Paese.
La Corte dei Conti dice che il costo della corruzione in Italia supera ormai i 60 miliardi di euro.
Traspàrency International, l’organizzazione non governativa che misura la corruzione nel mondo, colloca l’Italia al 69esimo posto dopo il Ruanda, ed è quart’ultima in Europa davanti solo alla Grecia, Romania e Bulgaria.
Se aggiungiamo a tutto questo, l’evasione fiscale stimata attorno ai 120 miliardi annui e il giro d’affari delle mafie che viene quantificato in 180miliardi ci si deve chiedere come sia possibile che il Paese stia ancora in piedi.
L’Italia è travolta dall’illegalità!!
Ma gli scandali non sono solo di carattere giudiziario.
Prendete il caso Guarguaglini, ex presidente di Finmeccanica, la più grande azienda pubblica italiana. Questo personaggio è sotto inchiesta giudiziaria per fondi neri, come sua moglie, Marina Grossi, AD di Selex Sistemi Integrati, un’azienda del gruppo, pure lei indagata per corruzione e fondi neri.
A questo Guarguaglini, dopo che ha dissanguato Finmeccanica con debiti per oltre un miliardo e con il titolo in borsa che ha perso solo nell’ultimo anno il 46% del suo valore, il Consiglio di Amministrazione, purchè se ne vada, gli ha concesso una buonuscita di 5,5milioni di euro.
Al suo posto è stato nominato il suo amministratore delegato Orsi, e così la continuità con questo oscuro passato e presente, è assicurata!!
Durante il governo Prodi, su richiesta dell’ IDV, venne imposto un tetto sugli stipendi dei manager pubblici ma, appena insediato, il nuovo governo Berlusconi, con un decreto legge, lo ha cancellato ed ha pure respinto la proposta, sempre di IDV, di legare la liquidazione dei manager pubblici ai risultati raggiunti. E così, mentre i risultati di Guarguaglini avrebbero meritato un calcio nel sedere, il suo CdA ha deciso di riconoscergli 5,5milioni di euro di buonuscita.
Guarguaglini, intascava uno stipendio mensile di quasi 400mila euro. Scaroni, altro manager pubblico, amministratore delegato di Eni, prende oltre 350mila euro al mese. Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, guadagna quasi 220mila euro sempre mensili.
Sono cifre che si commentano da sole.
L’ex presidente di Finmeccanica ha avuto anche la faccia tosta di affermare che la sua buonuscita è poca cosa se rapportata a quella di Alessandro Profumo, pure lui indagato per frode fiscale per centinaia di milioni di euro, e che per lasciare la carica di Amministratore Delegato della banca Unicredit, volle e ottenne 40, dico 40milioni di euro di buonuscita.
E allora mi chiedo: cosa pensa sentendo queste cifre, chi incassa stipendi o salari di mille euro al mese? Oppure i giovani che non trovano lavoro, oppure sono precari mantenuti dalle loro famiglie?
Come si devono sentire i milioni di pensionati al minimo? Oppure coloro che vedono sempre più allontanarsi l’agognato pensionamento, quando vengono a sapere che Vito Gamberale, un ex manager pubblico, prende 44mila euro di pensione al mese e ci è andato a 56 anni? Oppure Mauro Santinelli, un ex direttore generale di Telecom, che riceve una pensione addirittura di 90mila 246 euro MENSILI, 3008 euro al giorno!!
Oppure Giuliano Amato, ex di tutto, che incassa mensilmente tra vitalizi e altre pensioni 31mila euro?
Io credo che questo andazzo non possa continuare. Deve finire.
Credo che, come esiste in altri Stati, si debba mettere un tetto agli emolumenti dei manager pubblici e a queste incredibili pensioni.
Non possono esserci differenze così eclatanti, tra chi ha tanto, troppo e chi ha pochissimo o quasi nulla. Non vale più la motivazione: io ho versato tanto e ricevo altrettanto. Se un cittadino nel suo percorso lavorativo è stato bravo e fortunato ed ha guadagnato molto, e quindi ha fatto dei versamenti pensionistici importanti, per un minimo di equità sociale, dovrebbe ricevere una pensione adeguata ma con un tetto ben definito. Anche chi versa molto alla sanità pubblica potrebbe fare lo stesso ragionamento: io pago di più e voglio un trattamento sanitario migliore rispetto ai cittadini che pagano meno, ma sappiamo che negli ospedali pubblici il trattamento sanitario è uguale per tutti.
E allora serve una maggiore giustizia sociale.
LA REGOLA DEVE ESSERE: CHI HA DI PIU’ DEVE DARE DI PIU’.
Non è più tollerabile che, in un momento in cui si richiedono grandi sacrifici a tutti, possano esistere questi scandalosi stipendi e queste pensioni direi quasi immorali.

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