domenica 5 febbraio 2012
DDL di Italia dei Valori sui rimborsi elettorali
“L’Italia dei Valori ha presentato un disegno di legge per regolamentare una volta per tutte i rimborsi elettorali e la gestione finanziaria dei partiti. E’ indispensabile che la politica, a qualsiasi livello, adotti un codice etico rigoroso che garantisca credibilità, moralità e chiarezza. La gestione della res publica richiede infatti assoluta trasparenza e non ammette zone d’ombra. La disciplina dei rimborsi elettorali va affrontata in Parlamento il prima possibile e, per questo, siamo pronti a sottoporre la nostra proposta all’attenzione degli altri partiti”. È quanto afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, che aggiunge: “Il nostro disegno di legge stabilisce il dimezzamento degli attuali rimborsi elettorali e l’ammissibilità a ricevere questi rimborsi solo per quelle forze politiche che, nelle elezioni corrispondenti, abbiano totalizzato almeno il 2% dei voti validi. Inoltre, tali rimborsi elettorali possono essere consegnati solo dopo la presentazione di regolari fatture che attestino le spese sostenute”. “E’ previsto anche il divieto per le imprese pubbliche o miste pubblico-private di effettuare qualsiasi finanziamento ai partiti. Il ddl introduce il reato di finanziamento illecito, punibile fino a sei anni, per coloro che danno o ricevono sovvenzioni di qualsiasi natura e di qualsiasi entità da aziende pubbliche o miste pubblico-private nonché da coloro che danno o ricevano contributi oltre i cinquemila euro, senza denunciarli, da aziende o soggetti privati”. “Per chi ha violtato la legge di finanziamento pubblico – prosegue ancora Orlando – il ddl dell’Italia dei Valori stabilisce la pena accessoria dell’ineleggibilità, la decadenza automatica dalla carica elettiva, parlamentare compresa, e l’ineleggibilità futura. Per quei partiti che ricevono contributi illeciti è invece prevista la soppressione del rimborso della campagna elettorale precedente e la perdita del diritto di futuri finanziamenti”. “A questo ddl – conclude Orlando – l’IdV aggiunge da sempre la proposta della non candidabilita' delle persone condannate e la decadenza automatica di quegli eletti che vengono condannati durante il mandato”.
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