venerdì 20 luglio 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 18 luglio 2012

Avevo chiuso la mia ultima “Isola” dicendo che i privilegi di cui godono i grandi dirigenti pubblici sono ASSOLUTAMENTE INSOPPORTABILI.

Ho parlato delle pensioni d’oro.
Ho evidenziato casi personali davvero scandalosi.
E questa sera ne voglio aggiungere altri per sottolineare in quale abisso ci siamo cacciati.
Ecco qualche esempio.
Nella revisione delle spese, quella chiamata normalmente “spending review”, c’è un capitolo davvero curioso che si riferisce ai tagli dei dipendenti pubblici.
Ma è una presa in giro clamorosa!
Vediamo perché.
Per gli organici ministeriali e degli enti pubblici come l’INPS, INPDAP, INAIL e altri, nel decreto del governo Monti, sono previsti tagli del 20% per i dirigenti e del 10% per le altre categorie. Secondo la relazione tecnica, salterebbero 11 mila posti nei ministeri e 13 mila negli enti pubblici territoriali escluse le Regioni.
Questi 24 mila esuberi saranno scelti tra coloro che prima della “riforma pensionistica Fornero”, sarebbero andati in quiescenza entro il 31 dicembre 2014.
Ebbene, questi dipendenti statali, ed è questa la novità incredibile, andranno in pensione con le vecchie regole.
In pratica per questi lavoratori pubblici la scure della Fornero non verrà calata loro sul collo.
Per lo Stato pagare lo stipendio o la pensione ad un lavoratore pubblico, non cambia nulla in termini economici.
E allora, non sarebbe stato più conveniente tenerli al lavoro, se economicamente questi licenziamenti non portano vantaggi?
Infatti, secondo il “Fatto Quotidiano”, il licenziamento di questi 24 mila statali non porterà nessun beneficio alle casse statali. Nel 2013 avremo un maggior esborso di 172 milioni perché si dovrà pagare loro il TFR, la buonuscita. Mentre nel 2014 si avrà un risparmio di 114 milioni, di 29 milioni nel 2016 e nel 2017 sarà azzerato tutto.
Il beneficio finanziario è quindi pari a zero.
Per cui, abbiamo 24 mila nuovi pensionati, che non lavorano più, senza nessun risparmio per le casse dello Stato.
In pratica la riforma pensionistica della Fornero, per quei 24 mila dipendenti pubblici il problema in cui si dibattono centinaia di migliaia di lavoratori esodati, di cui circa un migliaio nella nostra provincia e che presto non riceveranno né uno stipendio, né una pensione, NON ESISTE!
E adesso sono in fila all’INPDAP per fare i conti per la loro pensione, ed entrare così nella lista degli esodati pubblici che riceveranno la pensione anticipata.
E mentre la stragrande maggioranza degli italiani si sta confrontando con questa crisi e con le nuove riforme del governo Monti, vediamo cosa succede nel frattempo in Sicilia?
La Sicilia, ed è notizia di questi giorni, è a rischio fallimento.
Eppure il governatore Lombardo da quando il 26 aprile scorso, ha annunciato di dimettersi entro il prossimo 31 luglio, ha fatto 100 nomine di sottogoverno.
Come scrive la “Repubblica”, ha gratificato con poltrone pubbliche, il capo della sua segreteria, Pippo Greco.
Il suo vice capo gabinetto, Gianni Silvia.
Il suo responsabile della segreteria tecnica, Cleo Li Calzi.
A Biagio Semilia, il blogger che cura il suo sito personale, ha rinnovato la consulenza per oltre 3.500 euro mensili.
Poi ha trovato una sistemazione per l’ideologo del suo movimento, Beppe De Santis e per il commissario del suo partito a Messina, Antonio Andò.
Marcello Caruso, dirigente del suo partito nel palermitano lo ha sistemato all’”Istituto regionale Vino e Olio”.
Per Rizzotto, un suo ex deputato, aveva pensato di sistemarlo nell’ente, “Lavoro Sicilia”. Ma Rizzotto ha fatto sapere che non poteva accettare, perché ha un impiego pubblico ed era incompatibile per quel ruolo. Ma il governatore Lombardo non si è perso d’animo, ha nominato in quell’Ente pubblico, la compagna dell’ex deputato, Salvina Profita.
Rizzotto oppure la sua compagna, per il governatore siciliano, pari sono, va bene comunque!!!
Insomma, un uso di soldi pubblici stomachevole.
Questi metodi, questo andazzo deve finire. Il governo Monti e anche quello che verrà dopo di lui, anziché spremere i soliti noti, dovrebbero, ANZI DEVONO, smantellare questi odiosi privilegi che, attenzione, non accadono solo in Sicilia.
Li sono solo più sfacciati, ma questo mercimonio avviene in ogni parte del Paese.
Se l’Italia vuole risollevarsi, deve bloccare questi metodi clientelari che QUASI TUTTI I PARTITI APPLICANO (e sottolineo QUASI TUTTI), CHE SUCCHIANO IL SANGUE A QUEI CITTADINI, E SONO LA STRAGRANDE MAGGIORANZA, CHE LAVORANO, PRODUCONO E PAGANO LE TASSE.

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