venerdì 6 luglio 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 4 luglio 2012

Come ogni estate nei TG e nella carta stampata si parla di cani abbandonati sulle strade per le vacanze. Non ci fanno neppure mancare dei servizi su dei sequestri di cuccioli canini malconci e disidratati, nascosti su dei Tir.


Naturalmente ci commuoviamo davanti a queste povere bestie maltrattate.

Poi leggo sul “Fatto Quotidiano” la notizia che il governo tecnico di Monti ha rinnovato il trattato firmato un paio di anni fa da Berlusconi, Maroni e il macellaio libico Gheddafi, ora defunto, e resto di sasso.

Pochi altri media hanno datto questa notizia che dovrebbe far inorrridire di rabbia e vergogna chiunque NON sia stato un complice del PDL di Berlusconi e della Lega e possegga un minimo di sensibilità umana.

Senza tanti strombazzamenti, quasi in segreto, come scrive il “Fatto”, lo scorso aprile il governo Monti ha confermato questo infame trattato, con una Libia dove un vero e proprio governo non esiste, ma c’è un esecutivo che finge di governare mentre comandano delle bande armate di diverse etnie in guerra tra loro.

Ho chiamato infame questo trattato, perchè prevede misure crudeli e inumane volute a suo tempo innanzitutto dalla Lega, come i respingimenti in mare, negando diritti internazionali quali la richiesta d’asilo a chi fugge da guerre. Così come sono negati i salvataggi in mare quando le loro bagnarole vanno in avaria. E sempre in questo vergognoso trattato è prevista, per chi riesce a raggiungere le coste italiane, la consegna alle autorità libiche dove verranno incarcerate in prigioni in cui si pratica normalmente la tortura e quasi mai nessuno ne esce vivo.

E’ previsto anche una stretta alleanza militare, scambi di segreti, messa a disposizione di basi aeree e 5 miliardi di euro per rifondere i danni causati molti anni fa dalla guerra coloniale dell’Italia fascista.

Insomma, l’Italia berlusconiana ha firmato un trattato con Gheddafi in cui ogni sua parte sarebbe inconcepibile in qualsiasi Stato civile e democratico.

Certo, se pensiamo che questo trattato Italia – Libia è stato fortemente voluto dalla Lega razzista, non poteva certo essere diverso.

Ma il governo Monti, alla chetichella, senza dibattiti in Parlamento, ha confermato questo trattato condannato dall’Europa e dalle organizzazioni umanitarie di tutto il mondo

Il ministro dell’Interno, Cancellieri, ad un giornalista della Stampa di Torino che chiedeva se nella nuova versione del trattato sono state inserite delle garanzie sul diritto d’asilo, come chiedevano Amnesty International e l’Alto commissario Onu per i rifugiati, il ministro, ha risposto piccato: “Non sopporto i pregiudizi ideologici , le prese di posizioni a prescindere. Trovo un che di disonesto nel non riconoscere che, in almeno due passaggi si fa riferimento esplicito ai diritti umani”.

Dare questa risposta sapendo che la Libia non ha tutt’ora sottoscritto la CONVENZIONE DI GINEVRA SUI DIRITTI UMANI, mi pare un’arroganza gratuita e direi pure stupida.

Al giornalista che gli sottolineavva questo fatto, la Cancellieri con tono ironico risponde: “Annuncio solennemente che in ogni occasione inviteremo gli amici libici a sottoscrivere la Convenzione”. Bene Ministro, bene, brava, bis!

Rispondendo poi ad un’altra domanda in cui le veniva chiesto se il trattato poteva essere cambiato o annullato dopo il defenestramento di Gheddafi, la Cancellieri ha così risposto: “Non credo che gli accordi tra governi precedenti possano essere rimessi in discussione”.

Se la logica della Cancellieri fosse corretta, mi chiedo allora se anche il trattato Roma –Berlino firmato a suo tempo da Mussolini e Hitler sia ancora valido.

Siamo al teatro dellì’assurdo.

E’ molto probabile che questa nuova porcata sia dovuta al fatto che in Libia, l’Italia ha molti interessi economici da tutelare.

Come si dice in questi casi: “Business are business”, “Affari sono affari”.

E così un governo tecnico di un Paese che si dichiara democratico e civile, ha deciso di non sciogliere gli oneri e i vincoli di un trattato contratto quando governava in Libia un macellaio, un assassino, ed in Italia c’era un governo che dei diritti umani ne faceva strame.

Il governo berlusconiano che ci lasciava giustamente commuovere per dei cani abbandonati o per dei cuccioli maltrattati, se ci permettevamo di dissentire dalla ferocia e crudeltà con cui venivano trattati degli esseri umani che fuggivano dalle coste africane da guerre e miseria, si veniva etichettati dispregiativamente dei “poveri buonisti”, come fosse un epiteto di cui vergognarsi.

Meditiamo su questo fatto, specialmente coloro che si dichiarano cristiani.





































































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