giovedì 30 agosto 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 29 agosto 2012

Da settimane “Libero” e il quotidiano della famiglia Berlusconi il “Giornale”, bombardano il presidente della Camera, Fini, per i costi della sua scorta.
Sappiamo che le sue vacanze sono costate a noi contribuenti 80mila euro solo per saldare il conto dell’albergo esclusivo di Orbetello, servito ad ospitare i 9 uomini adibiti alla sicurezza di Fini e della sua famiglia.
Grazie a questa campagna dei giornali berlusconiani, sul “PIANETA SCORTE” si è riaperto la questione dei costi per la sicurezza delle personalità sotto tutela. Così veniamo a conoscenza che questo lavoro occupa circa 4mila uomini e 2mila macchine ad un costo annuale di 250milioni di euro.
E secondo il sindacato di polizia COISP, negli ultimi anni lo Stato ha speso 120milioni di euro per comprare 600 Bmw serie 3 e 5, 100 Audi serie 6 del valore di 140mila euro l’una e un’ottantina di Audi 8 e Bmw 7 al modico costo di 300mila euro cadauna.
Ovviamente questi prezzi sono dovuti al fatto che queste vetture sono blindate.
Si calcola che attualmente il nostro parco auto blindate sia formato da 1500 vetture.
Secondo il “Fatto Quotidiano”, sono sotto protezione molti ex ministri e sottosegretari, come l’ex ministro della Giustizia, Diliberto, l’avvocato Carlo Taormina, gli ex presidenti di Camera e Senato: Bertinotti, Pera e Casini.
Così come il sindaco di Torino, Fassino,
Anche Belpietro, il direttore di “Libero” , il quotidiano più bellicoso sui costi della scorta di Fini, ne ha una che lo segue come un’ombra.
De Mita, si proprio l’ultra ottantenne Ciriaco De Mita che governava trent’anni fa, si muove con autista e scorta.
E poi Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia che si è dimesso perché inquisito per mafia, aveva una scorta di 4 auto e 18 agenti, e molti non capivano se la sua scorta servisse per la sua sicurezza, oppure per evitare una sua eventuale fuga.
E la Finocchiaro, capogruppo al Senato per il PD, che si è fatta fotografare in un supermercato con la scorta che gli portava il carrello della spesa.
Ma chi è il personaggio pubblico che in fatto di scorte e servizi di sicurezza batte tutti?
Ma certo, avete indovinato, è proprio lui, Berlusconi.
Il 27 aprile del 2006, 17 giorni dopo il voto e prima che Prodi, il vincitore di quelle elezioni si insediasse, Berlusconi emanò un decreto in cui veniva stabilito che i capi del governo “CESSATI DALLA FUNZIONE”, avessero diritto a conservare la scorta col massimo dispiegamento.
E così ancora oggi sono 31 gli uomini e 16 auto blu tra cui tre blindate che tutelano la sua sicurezza.
Sono poi dispiegati altre decine di carabinieri per assicurare la sicurezza nelle sue varie residenze.
Secondo il “Fatto quotidiano”, diversi uomini della scorta di Berlusconi, provengono dalla security privata della Fininvest e della Standa.
Si, perché, per tutelare la propria privacy, forse voleva tutelare e nascondere le sue famose ”CENE ELEGANTI”, già dal primo mandato da presidente del Consiglio era riuscito a sostituire gli uomini dello Stato con uomini di sua fiducia provenienti dalle sue aziende, solo che da allora vengono pagati con soldi pubblici.
E’ stato calcolato che la scorta di Berlusconi pesa sulle finanze dello Stato per 2 milioni e mezzo di euro l’anno.
E negli altri Paesi cosa succede?
Ad esempio, negli USA le scorte dei politici sono private e quindi chi ne fa uso, deve pagarle di tasca propria. Solo il presidente e il suo vice sono scortati da agenti pagati dai contribuenti americani.
In Germania ne hanno diritto il presidente della Repubblica, il presidente del Parlamento, il Cancelliere ed i suoi ministri.
In Francia sono tutelati il presidente della Repubblica, i ministri, ed i presidenti dei due rami del Parlamento. Mentre in Gran Bretagna, Austria e Olanda sono protetti i monarchi, i capi di Stato e i premier.
Come vedete, anche sulla tutela delle personalità istituzionali, siamo davanti a tutti.
Ma credo converrete con me nel giudicarlo un primato nient’affatto prestigioso.
Anche su questo fronte, c’è una necessità di sfoltire drasticamente i ranghi.
Anche perché, in questi tempi, la scorta è diventata uno status symbol.
Il potente che non ha un autista e qualche guardia del corpo è guardato come un povero sfigato.
Il problema è che per soddisfare queste bramosie da satrapie da terzo o quarto mondo, piuttosto che di un Paese civile e democratico, si spendono soldi pubblici, soldi dei contribuenti, togliendo risorse e migliaia di uomini al loro compito più importante che è la tutela della sicurezza di TUTTI i cittadini.

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