venerdì 14 settembre 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 13 settembre 2012

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Per capire certi personaggi bisogna saper leggere e osservare anche i più piccoli dettagli dei loro comportamenti.
Ecco un caso che chiarisce questo concetto e che ho ripreso dal Messaggero Veneto.
E' un breve articolo dal titolo: Formigoni in auto da Milano a Trieste: accise eccessive.
Polo bianca a maniche corte, occhiali da sole, Roberto Formigoni si è messo alla guida di un'auto di media cilindrata sull'autostrada Trieste-Milano per provare come il costo del carburante sia oneroso per gli automobilisti. Il video del viaggio, nel quale il presidente della Lombardia si è alternato con un secondo conducente, è stato pubblicato on-line. Sommando benzina e pedaggi, Formigoni riferisce di aver speso 90 euro. “Bisogna interrompere la corsa al rialzo, è la conclusione del governatore lombardo: Il governo può farlo, deve abbassare e abbattere le accise eccessive sui carburanti””.
Dopo aver letto questo articolo non sapevo se ridere o piangere.
Mi sono chiesto: O Formigoni è un ignorante galattico, oppure ci sta prendendo per i fondelli usando un populismo d'accatto.
Com'è possibile che questo personaggio, che da 20 anni governa la più importante regione italiana, sia così sprovveduto da non sapere una cosa nota a tutti i cittadini: i prezzi dei carburanti sono diventati impossibili a causa delle enormi tasse cui sono gravati.
D'accordo che questa razza padrona politicante è abituata a muoversi con autisti e scorte, ma sparare queste scempiaggini è troppo!
Anche i sassi sanno che quando fai 10 euro di benzina o gasolio, 6 di questi vanno nelle casse dello Stato.
Se viceversa, prima di questo viaggio, non avesse saputo davvero che le accise sui carburanti sono tra le più care d'Europa, be' allora merita di essere cacciato a calci nel sedere per manifesta incapacità.
Questo fatto, seppur minimo, dimostra, per chi ha occhi per vedere, chi è veramente questo Formigoni.
Altri esempi di politici politicanti.
Il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abruzzese, ha al suo servizio 18 segretari, si avete sentito bene, 18 segretari più 9 consulenti sempre a sua disposizione.
Il costo annuale di questa elefantiaca segreteria è di 900mila euro.
Questo Mario Abruzzese, per giustificare tutto questo dice che queste persone: “non si limitano a dare assistenza a lui, ma si adoperano ad assistere tutto il Lazio. E' necessario - sono sempre parole sue – avere una struttura per fronteggiare le richieste che arrivano dai sindaci e dal territorio regionale”.
E' chiaro che questo personaggio che ritiene normale questa situazione, sia un rappresentante a pieno titolo di quella razza padrona politicante che da troppo tempo sta dissanguando il Paese.
Io penso che i politici che sragionano in questo modo devono essere cacciati e rimandati a casa.
18 segretari e 9 consulenti e chissà la pletora di giornalisti a disposizione avrà nel suo ufficio stampa, SONO UNO SCANDALO, SEMPLICEMENTE UNO SCANDALO.
Sono un pugno nello stomaco per chi lavora, produce e paga le tasse.
Poi dal “Fatto Quotidiano” leggo che, Gianni Giovannetti, portavoce di Fassino attuale sindaco di Torino, guadagna oltre 186mila euro l'anno.
Se lo confrontiamo con lo stipendio di 172mila dollari, circa 120/130mila euro, del portavoce del presidente americano Obama, è tutto dire, considerando pure che il comune di Torino è il più indebitato d'Italia.
E poi Gianni Alemanno, sindaco di Roma.
Alemanno ha come portavoce Ester Mieli, che ha firmato due contratti con il Comune. Uno dal 16 marzo al 31 dicembre 2012 per 124.332 euro ed un altro dal 1 gennaio al 29 aprile del 2013 per 53.350 euro. Per cui in questi 13 mesi, Ester Mieli incassa da portavoce di Alemanno, oltre 177mila euro.
Senza dimenticare che nell'ufficio stampa sempre del comune di Roma, Alemanno ed i suoi assessori hanno 69, anche in questo caso avete capito bene, sono 69 gli addetti stampa e il loro capo guadagna 120mila all'anno.
Per avere un termine di paragone, Pisapia, sindaco di Milano, ha 2 addetti stampa con contratti co.co.co. da 100mila euro a testa all'anno. E sempre nel comune di Milano, sono 20 i giornalisti a disposizione dei 12 assessori della sua Giunta.
Altro esempio.
Come scrive “l'Espresso”, Renata Polverini, governatrice del Lazio ha voluto come suo braccio destro Salvatore Ronghi, ex dirigente dell'UGL, il sindacato di cui la Polverini era segretaria, con un contratto da 189mila euro l'anno, nominandolo Segretario generale.
Un anno dopo ha raggiunto il suo Salvatore Ronghi a Roma, arrivando da Napoli, la sua compagna, Gabriella Peluso. Per lei è stato riservato un contratto annuale da giornalista di 122mila euro.
In totale questa fortunata coppia incassa annualmente, grazie all'amicizia con la Polverini, 311mila euro.
Da sottolineare che è quella stessa Polverini che chiude gli ospedali del Lazio perché la Regione è quasi in bancarotta e deve risparmiare, ma il denaro per “sistemare” in qualche ruolo pubblico qualche amico, lo si trova sempre.
I poche casi che vi ho portato non sono rari. In Italia se ne contano a migliaia, con costi enormi per la collettività e che spesso servono solo a curare l'immagine pubblica e le clientele di questa razza padrona politicante.
Se il Paese vuole risollevarsi dalla palude in cui si trova, deve cacciare questa FAUNA FAMELICA, altrimenti tutte le manovre lacrime e sangue richieste ai cittadini, saranno del tutto inutili.

1 commento:

Anonimo ha detto...

prova