Da tempo in Italia le
parole hanno perso il loro senso originale.
In questa cacofonia di
voci, è difficile percepire la realtà dei fatti.
Ad esempio, la
settimana scorsa il presidente del Consiglio, Monti, ha dichiarato,
naturalmente con la sua solita proverbiale sobrietà e senza alcun
imbarazzo, che lo Statuto dei Lavoratori ha impedito la creazione di
nuovi posti di lavoro ed è stato una delle cause della recessione e
della nostra mancata ripartenza economica.
Poi, intervenendo ad un
convegno a Roma, sempre Monti ha invitato a farla finita col definire
il suo governo: il governo delle banche.
Ha quindi invitato a
guardare ai provvedimenti presi su questo versante dal suo governo,
ed ha portato come esempio, pensate un po', la legge che impedisce ai
consiglieri di amministrazione di banche e compagnie di
assicurazione, di sedere nei consigli di amministrazione di banche e
compagnie di assicurazione, concorrenti.
Poi leggo un intervento,
che ho fatto mio, di Antonio Borghesi, deputato di IDV, che pone
5 domande a Monti su questo argomento e ci si rende conto che
affermare che il governo Monti è il governo dei banchieri, non è
una caccia alle streghe, ma la verità dei fatti.
Ecco le domande di
Borghesi
Chi ha deciso che i
nuovi debiti delle banche godano della garanzia dello Stato?
- Chi ha deciso che i nuovi debiti delle banche godano della garanzia dello Stato?
- Chi ha eliminato la norma che prevedeva una fissazione pubblica del costo delle commissioni bancarie?
- Chi ha omesso di intervenire sugli straordinari e inaccettabili emolumenti variabili degli amministratori e dei manager delle banche?
- Chi ha esonerato dal pagamento dell'Imu le fondazioni bancarie?
- Chi non ha condizionato la concessione di aiuti alle banche a precisi obblighi di dare più credito alle imprese?
La risposta a queste 5 domande è ovviamente una sola: Il governo Monti.
E l'elenco dei regali alle banche continua: come l'obbligo per i pensionati di aprire dei conti correnti per incassare la loro pensione, il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena e altro ancora.
Il governo Monti,
questo dicono i fatti, ha tutelato il sistema bancario ed i poteri
forti.
Addirittura, sempre Monti,
5 mesi fa è riuscito a dichiarare, riguardo i 20 miliardi promessi
dalla Fiat da investire negli stabilimenti italiani che: “l'azienda
è libera di allocare dove vuole i suoi investimenti”!
E questa è un'uscita
vergognosa: qualcuno dovrebbe avvisare Monti, della montagna di
denaro pubblico che la Fiat negli anni ha ricevuto e che ora sarebbe
un suo preciso dovere, non solo morale, rispettare i contribuenti
italiani mantenendo gli impegni presi solo due anni e mezzo fa.
E poi il ministro dello
Sviluppo, Passera, è riuscito a lanciare un flebile monito alla Fiat
solo dopo che l'azienda torinese ha fatto trapelare la volontà di
non fare più gli investimenti programmati nel “Progetto Italia”.
In questi anni in cui
Marchionne e la famiglia Agnelli hanno
ingaggiato una lotta
scandalosa contro la Fiom, il
sindacato dei metalmeccanici della CGIL, ricattando i propri
lavoratori, andando in
tal modo contro la Costituzione, i governi di Berlusconi e di
Monti, non hanno mosso un dito per bloccare questa deriva.
Sia
il governo di Berlusconi e poi quello di Monti, non hanno mai
risposto alle richieste di IDV, l'unico partito in Parlamento che
chiedeva dei chiarimenti sui progetti della Fiat,
che gli invitava ad andare a vedere la carte per conoscere le vere
intenzioni di Marchionne & C. sul futuro dell'automobile in
Italia.
Invece
tutte e due questi governi sono rimasti sordi a questi richiami ed
ora
ci
troviamo in questa situazione di non ritorno.
Mentre il ministro del
Walfare, Fornero, fa anticamera davanti a Marchionne e già questo
non è un bel vedere, ma tempo fa aveva addirittura dichiarato che il
governo non ha la facoltà di convocare lui e la famiglia Agnelli a
Palazzo Chigi, per chiedere conto delle loro scelte.
Ora pare, che
Marchionne, bontà sua, abbia deciso di incontrare il governo sabato
prossimo.
Insomma è un governo
che se deve toccare le pensioni dei cittadini più deboli, buttare
per strada centinaia di migliaia di madri e padri di famiglia come
gli esodati, lasciandoli senza stipendio e pensione, non si fa
scrupoli, mentre per chiedere conto alla Fiat sulle mancate promesse
fatte 2 anni e mezzo fa, si fa pavido e silente.
QUESTO GOVERNO E' FORTE
CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI, UN TIPICO COMPORTAMENTO DA RAZZA
PADRONA POLITICANTE.
Questo gravissima
situazione non nasce da una maledizione divina, ma è dovuta a scelte
mancate o sbagliate di una classe politica debole, molte volte
disonesta che ci ha governato in questi decenni.
La stragrande
maggioranza dei cittadini che si dice schifata da questa classe
politica, deve però smetterla di imprecare contro di loro e poi
girare la testa dall'altra parte e lasciar fare.
Per cacciare questa
incapace e vorace fauna, serve un impegno diretto di tutti i
cittadini perbene e di buona volontà.
Lo dobbiamo a noi e per
chi viene dopo di noi.
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