martedì 25 settembre 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 19 settembre 2012

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Da tempo in Italia le parole hanno perso il loro senso originale.
In questa cacofonia di voci, è difficile percepire la realtà dei fatti.
Ad esempio, la settimana scorsa il presidente del Consiglio, Monti, ha dichiarato, naturalmente con la sua solita proverbiale sobrietà e senza alcun imbarazzo, che lo Statuto dei Lavoratori ha impedito la creazione di nuovi posti di lavoro ed è stato una delle cause della recessione e della nostra mancata ripartenza economica.
Poi, intervenendo ad un convegno a Roma, sempre Monti ha invitato a farla finita col definire il suo governo: il governo delle banche.
Ha quindi invitato a guardare ai provvedimenti presi su questo versante dal suo governo, ed ha portato come esempio, pensate un po', la legge che impedisce ai consiglieri di amministrazione di banche e compagnie di assicurazione, di sedere nei consigli di amministrazione di banche e compagnie di assicurazione, concorrenti.
Poi leggo un intervento, che ho fatto mio, di Antonio Borghesi, deputato di IDV, che pone 5 domande a Monti su questo argomento e ci si rende conto che affermare che il governo Monti è il governo dei banchieri, non è una caccia alle streghe, ma la verità dei fatti.
Ecco le domande di Borghesi
Chi ha deciso che i nuovi debiti delle banche godano della garanzia dello Stato?
  1. Chi ha deciso che i nuovi debiti delle banche godano della garanzia dello Stato?
  2. Chi ha eliminato la norma che prevedeva una fissazione pubblica del costo delle commissioni bancarie?
  3. Chi ha omesso di intervenire sugli straordinari e inaccettabili emolumenti variabili degli amministratori e dei manager delle banche?
  4. Chi ha esonerato dal pagamento dell'Imu le fondazioni bancarie?
  5. Chi non ha condizionato la concessione di aiuti alle banche a precisi obblighi di dare più credito alle imprese? 
    La risposta a queste 5 domande è ovviamente una sola: Il governo Monti. 
    E l'elenco dei regali alle banche continua: come l'obbligo per i pensionati di aprire dei conti correnti per incassare la loro pensione, il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena e altro ancora.
Il governo Monti, questo dicono i fatti, ha tutelato il sistema bancario ed i poteri forti.
Addirittura, sempre Monti, 5 mesi fa è riuscito a dichiarare, riguardo i 20 miliardi promessi dalla Fiat da investire negli stabilimenti italiani che: “l'azienda è libera di allocare dove vuole i suoi investimenti”!
E questa è un'uscita vergognosa: qualcuno dovrebbe avvisare Monti, della montagna di denaro pubblico che la Fiat negli anni ha ricevuto e che ora sarebbe un suo preciso dovere, non solo morale, rispettare i contribuenti italiani mantenendo gli impegni presi solo due anni e mezzo fa.
E poi il ministro dello Sviluppo, Passera, è riuscito a lanciare un flebile monito alla Fiat solo dopo che l'azienda torinese ha fatto trapelare la volontà di non fare più gli investimenti programmati nel “Progetto Italia”.
In questi anni in cui Marchionne e la famiglia Agnelli hanno  
ingaggiato una lotta scandalosa contro la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della CGIL, ricattando i propri lavoratori, andando in tal modo contro la Costituzione, i governi di Berlusconi e di Monti, non hanno mosso un dito per bloccare questa deriva.
Sia il governo di Berlusconi e poi quello di Monti, non hanno mai risposto alle richieste di IDV, l'unico partito in Parlamento che chiedeva dei chiarimenti sui progetti della Fiat, che gli invitava ad andare a vedere la carte per conoscere le vere intenzioni di Marchionne & C. sul futuro dell'automobile in Italia.

Invece tutte e due questi governi sono rimasti sordi a questi richiami ed ora
ci troviamo in questa situazione di non ritorno.
Mentre il ministro del Walfare, Fornero, fa anticamera davanti a Marchionne e già questo non è un bel vedere, ma tempo fa aveva addirittura dichiarato che il governo non ha la facoltà di convocare lui e la famiglia Agnelli a Palazzo Chigi, per chiedere conto delle loro scelte.
Ora pare, che Marchionne, bontà sua, abbia deciso di incontrare il governo sabato prossimo.
Insomma è un governo che se deve toccare le pensioni dei cittadini più deboli, buttare per strada centinaia di migliaia di madri e padri di famiglia come gli esodati, lasciandoli senza stipendio e pensione, non si fa scrupoli, mentre per chiedere conto alla Fiat sulle mancate promesse fatte 2 anni e mezzo fa, si fa pavido e silente.
QUESTO GOVERNO E' FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI, UN TIPICO COMPORTAMENTO DA RAZZA PADRONA POLITICANTE.
Questo gravissima situazione non nasce da una maledizione divina, ma è dovuta a scelte mancate o sbagliate di una classe politica debole, molte volte disonesta che ci ha governato in questi decenni.
La stragrande maggioranza dei cittadini che si dice schifata da questa classe politica, deve però smetterla di imprecare contro di loro e poi girare la testa dall'altra parte e lasciar fare.
Per cacciare questa incapace e vorace fauna, serve un impegno diretto di tutti i cittadini perbene e di buona volontà.
Lo dobbiamo a noi e per chi viene dopo di noi.



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