Alcuni
politici per farci digerire nuove tasse e nuove leggi, come quella
che ha prolungato l'età pensionabile, usano una frase ripetuta come
un mantra: “ce lo chiede l'Europa”.
Spesso
è una bugia.
Ad
esempio, una balla clamorosa è stata la legge, voluta dal ministro
Fornero, che ha riformato l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori
e che permette la libertà di licenziare senza giusta causa.
Il
pacco ci è stato preparato da Monti e dalla Fornero, come
fosse una regola che richiede l'Europa e che, grazie a questa nuova
legge, arriveranno finalmente gli agognati investimenti stranieri.
La
verità, purtroppo, è un'altra.
Non
ce l'ha chiesto l'Europa e questi investimenti non vengono fatti in
Italia per altri motivi ben precisi come ad esempio: la troppa
burocrazia, la tassazione eccessiva, il costo dell'energia, i tempi
delle procedure infinite, la giustizia sia penale che civile che non
funziona.
Ma
c'è un altro motivo ben più grave che allontana maggiormente dal
nostro Paese gli investitori stranieri: è la corruzione a tutti i
livelli che si registra nel nostro Paese, con un costo valutato dalla
Corte dei Conti in circa 60 miliardi di euro annui.
Siamo
un Paese corrotto.
Sul
versante corruzione, siamo al penultimo posto in Europa, un gradino
appena sopra la Grecia.
E
i casi che stanno emergendo nel Lazio, in Lombardia, in Sicilia, in
Puglia in Calabria, ne sono la testimonianza.
In
Lombardia ad esempio, PDL, Lega e PD non vogliono mostrare le
distinte dei costi dei loro gruppi consiliari in Regione motivandolo
con: “Sono cose nostre, c'è la privacy”.
Privacy
un corno, sono soldi dei contribuenti che hanno il diritto di sapere
se le loro tasse sono state usate correttamente!
E
poi le dichiarazioni stomachevoli di Fiorito, il tesoriere ed ex
capogruppo del PDL nel Consiglio regionale del Lazio.
Questo
individuo dichiara urbi et orbi senza alcun imbarazzo nelle Tv dove è
spesso ospite, che lui “non si sente un ladro, che
ammette - bontà sua – di essere stato un po' leggerino nel
distribuire denaro pubblico, ma non si sente un ladro”!!
Uno
che incassava, dalla regione Lazio 31mila euro netti di indennità
mensile, più 21mila euro, sempre mensilmente e sempre netti, per il
funzionamento del gruppo consiliare del PDL di cui era capogruppo,
acquista, con soldi dei contribuenti, un Suv BMW da 88mila euro per
se, più una piccola Smart da 16mila euro per una sua segretaria; che
se ne va in vacanza in Sardegna al modico costo di 30mila euro sempre
di denaro pubblico; che esporta all'estero su conti personali diversi
oltre 800mila euro, eppure, questo esemplare di RAZZA PADRONA
POLITICANTE, non si sente un ladro, non prova nessuna vergogna.
Ha
pure dichiarato con una incredibile faccia di bronzo, che alle
prossime elezioni regionali che si terranno presto, visto che la
presidente Polverini si è dimessa, si presenterà nuovamente come
candidato.
In
un Paese minimamente normale, un personaggio simile sarebbe sbattuto
in galera buttando via la chiave.
Ma
io, come dicono i “garantisti” a giorni alterni, sono un
giustizialista, uno che vorrebbe che il farabutto che ruba, malversa
e delinque fosse messo in carcere.
Ma,
attenzione, questa fogna, questa cloaca non si forma per caso.
Nei
primi anni novanta quando la prima Repubblica, marcia fino al collo,
affondò grazie alle indagini su “Tangentopoli” del pool “Mani
pulite” della procura di Milano, nacque una bislacca seconda
Repubblica guidata da un figlio di quella classe politica che aveva
distrutto il Paese. Quel figlio è proprio lui, Silvio Berlusconi,
figlioccio politico di Bottino Craxi, il dominus politico di quegli
anni.
Causa
il berlusconismo imperante di questi due decenni, si è persa
un'occasione d'oro quella che, dopo “Mani pulite”, ci avrebbe
permesso di entrare finalmente nel novero dei Paesi più civili, dove
il senso etico non è un orpello, ma una virtù indispensabile
per chi gestisce la cosa pubblica.
Invece,
con Berlusconi, sono state allentate anche quelle poche barriere
etiche e legislative che cercavano di contrastare il malaffare.
E
così il saccheggio del denaro pubblico è continuato come prima e
più di prima e il Paese sta scivolando sempre più verso quegli
Stati che un tempo chiamavamo del terzo o quarto mondo.
Un
esempio per corroborare la mia denuncia, sta nel fatto che è dal
lontano 1999 che l'Unione Europea ci chiede di ratificare la
Convenzione di Strasburgo contro la corruzione penale e la corruzione
civile.
Ma
in questo caso il mantra: “ce lo chiede l'Europa”, non vale.
Il
Disegno Di Legge anti-corruzione è in stand - by, è tenuto fermo in
Parlamento causa il boicottaggio del PDL e della Lega che lo
vorrebbero annacquare, e pensare che questo DDL recepisce solo in
parte la Convenzione di Strasburgo del 1999.
Ma questo sarà l'argomento della prossima Isola.
Ma questo sarà l'argomento della prossima Isola.
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