giovedì 13 dicembre 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 12 dicembre 2012


Da anni definisco i berluscones dei maggiordomi, senza offesa naturalmente per questa categoria di lavoratori.
Quando uso questo termine, molti sorridono con commiserazione considerando la mia una battuta antiberlusconiana senza fondamento.
Eppure è chiarissimo per chi non è in malafede e non ha gli occhi foderati di prosciutto: Berlusconi ha sempre considerato i dirigenti del PDL suoi dipendenti.
Se c'era da approvare a spron battuto in Parlamento una legge utile a bloccare i suoi processi, ordinava al suo segretario Alfano di fargli una legge ad hoc e Angelino scattava sull'attenti ed eseguiva.
Se gli serviva una leggina per tutelare il suo patrimonio, ecco che i suoi maggiordomi si impegnavano per esaudire i suoi desideri.
Erano tutti al servizio del loro padre – padrone, del loro creatore e dispensatore di privilegi.
Poi, da quando ha dovuto cedere la presidenza del Consiglio a Monti, per la sua patente inettitudine e inadeguatezza a governare un grande paese come l'Italia, molti dei suoi maggiordomi avevano cominciato ad alzare la cresta.
Alcuni si erano spinti a dire che il sultano di Arcore era finito.
Che era diventato un peso morto per il centro destra.
Coloro che per decenni lo hanno servito e riverito, si sono spinti perfino a chiedere il suo ritiro dalla politica attiva.
Molti pidiellini cominciavano a chiedersi cosa fare per far dimenticare agli elettori il loro servilismo verso questo personaggio, che ha dominato la scena politica nazionale per quasi un ventennio e che ora li riempiva di imbarazzo.
Alcuni hanno cercato ricovero in altri partiti.
LO STESSO PRESIDENTE TONDO DA TEMPO SI DICEVA CONVINTO CHE BERLUSCONI ERA IL PASSATO
Che era politicamente morto e che per questo motivo aveva deciso di organizzare un nuovo partito staccato dal PDL berlusconiano.
Ma ora Tondo, ha posticipato a gennaio prossimo la “convention” che doveva tenersi a dicembre per lanciare il PDL con un nuovo ristyling, con una nuova confezione.
Probabilmente sta alla finestra ad aspettare gli eventi.
Poi, magari, farà autocritica e rientrerà docile docile nell'ovile.
Oppure cercherà lo scontro con chi nel 2008 l'ha messo presidente della Regione?
Personalmente non credo che Tondo abbia questo coraggio.
Comunque, da quando i sondaggi hanno segnalato che il partito di Berlusconi è in caduta libera, il fuggi fuggi è stato pressoché generale.
Anche il maggiordomo capo, Alfano, aveva cominciato ad alzare la testa chiedendo a gran voce le primarie per consacrare la sua leadership.
C'è stato un momento in cui le candidature alle primarie del PDL crescevano come funghi in autunno.
Nomi noti e meno noti avevano raccolto le 10mila firme per presentarsi.
Sembrava che il sultano di Arcore avesse deciso di lasciare il campo.
Negli ultimi tempi si recava sempre più spesso a Malindi in Kenia nel resort del suo amico Briatore.
Insomma, tutto faceva prevedere che il re Sole avesse abdicato.
Poi è tornato, ha battuto i pugni sul tavolo dicendo ad Alfano e compagni: “Ragazzi la ricreazione è finita, il PDL è mio e ne dispongo come voglio!”. Ed ha bloccato tutto!!
E pochi giorni fa a Milanello, parlando con i giornalisti, è riuscito persino a dire rimanendo serio: “Palazzo Chigi non mi è mai mancato neanche un minuto, mi candido per senso di responsabilità”.
FACCE DI BRONZO COSÌ NON ESISTONO IN NESSUNA PARTE DEL MONDO.
Nel frattempo, la quasi totalità dei maggiordomi berlusconiani sono tornati con la coda tra le gambe ad ossequiare il redivivo sultano, senza temere il senso del ridicolo.
Siamo al surreale.
Ora il sultano di Arcore accusa Monti di aver dissanguato il Paese e gli italiani, dopo che ha votato TUTTE, DICO TUTTE le leggi del governo Monti, come l'IMU; come la riforma Fornero sulle pensioni.
NON C'È TASSA, NON C'È DIRITTO CANCELLATO AI LAVORATORI DAL GOVERNO MONTI, CHE NON ABBIA TROVATO L'APPOGGIO DI BERLUSCONI.
Le uniche proposte di legge in cui l'ex re Sole di Arcore si sia messo di traverso sono quelle SULL'ANTI CORRUZIONE, SULL'INCANDIDABILITÀ DEI CONDANNATI, SU UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E QUELLE CONTRO I PRIVILEGI DELLA CASTA POLITICA.
Pretende che le vergogne dei suoi governi siano dimenticate e si ripropone con una nuova verginità politica.
Pare arrivi da Marte, lui, che ha SGOVERNATO il Paese per molti anni mettendolo in ginocchio.
Senza dimenticare l'indecenza delle sua candidatura visto che in primo grado è stato condannato a 4 anni di galera per evasione fiscale.
In un qualsiasi Paese civile questa candidatura sarebbe inimmaginabile.
Ma gli italiani saranno così fessi da farsi prendere per i fondelli ancora una volta?
Saranno così sciocchi da credere che il Paese potrebbe cadere in mano ai comunisti, quelli che mangiano i bambini? Perché in questo caso dovrebbero credere anche alle streghe e agli asini che volano.
Insomma, io spero non ricadano nel tranello coloro che a suo tempo avevano creduto alle sue mirabolanti promesse.
Perché errare è umano, perseverare è diabolico ma, se permettete, anche un po' stupido!!

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