Da
anni definisco i berluscones dei maggiordomi, senza offesa
naturalmente per questa categoria di lavoratori.
Quando
uso questo termine, molti sorridono con commiserazione considerando
la mia una battuta antiberlusconiana senza fondamento.
Eppure
è chiarissimo per chi non è in malafede e non ha gli occhi foderati
di prosciutto: Berlusconi ha sempre considerato i dirigenti del
PDL suoi dipendenti.
Se
c'era da approvare a spron battuto in Parlamento una legge utile a
bloccare i suoi processi, ordinava al suo segretario Alfano di fargli
una legge ad hoc e Angelino scattava sull'attenti ed eseguiva.
Se
gli serviva una leggina per tutelare il suo patrimonio, ecco che i
suoi maggiordomi si impegnavano per esaudire i suoi desideri.
Erano
tutti al servizio del loro padre – padrone, del loro creatore e
dispensatore di privilegi.
Poi,
da quando ha dovuto cedere la presidenza del Consiglio a Monti, per
la sua patente inettitudine e inadeguatezza a governare un grande
paese come l'Italia, molti dei suoi maggiordomi avevano cominciato ad
alzare la cresta.
Alcuni
si erano spinti a dire che il sultano di Arcore era finito.
Che
era diventato un peso morto per il centro destra.
Coloro
che per decenni lo hanno servito e riverito, si sono spinti perfino a
chiedere il suo ritiro dalla politica attiva.
Molti
pidiellini cominciavano a chiedersi cosa fare per far dimenticare
agli elettori il loro servilismo verso questo personaggio, che ha
dominato la scena politica nazionale per quasi un ventennio e che ora
li riempiva di imbarazzo.
Alcuni
hanno cercato ricovero in altri partiti.
LO
STESSO PRESIDENTE TONDO DA TEMPO SI DICEVA CONVINTO CHE BERLUSCONI
ERA IL PASSATO
Che
era politicamente morto e che per questo motivo aveva deciso di
organizzare un nuovo partito staccato dal PDL berlusconiano.
Ma
ora Tondo, ha posticipato a gennaio prossimo la “convention” che
doveva tenersi a dicembre per lanciare il PDL con un nuovo ristyling,
con una nuova confezione.
Probabilmente
sta alla finestra ad aspettare gli eventi.
Poi,
magari, farà autocritica e rientrerà docile docile nell'ovile.
Oppure
cercherà lo scontro con chi nel 2008 l'ha messo presidente della
Regione?
Personalmente
non credo che Tondo abbia questo coraggio.
Comunque,
da quando i sondaggi hanno segnalato che il partito di Berlusconi è
in caduta libera, il fuggi fuggi è stato pressoché generale.
Anche
il maggiordomo capo, Alfano, aveva cominciato ad alzare la testa
chiedendo a gran voce le primarie per consacrare la sua leadership.
C'è
stato un momento in cui le candidature alle primarie del PDL
crescevano come funghi in autunno.
Nomi
noti e meno noti avevano raccolto le 10mila firme per presentarsi.
Sembrava
che il sultano di Arcore avesse deciso di lasciare il campo.
Negli
ultimi tempi si recava sempre più spesso a Malindi in Kenia nel
resort del suo amico Briatore.
Insomma,
tutto faceva prevedere che il re Sole avesse abdicato.
Poi
è tornato, ha battuto i pugni sul tavolo dicendo ad Alfano e
compagni: “Ragazzi la ricreazione è finita, il PDL è mio e ne
dispongo come voglio!”. Ed ha bloccato tutto!!
E
pochi giorni fa a Milanello, parlando con i giornalisti, è riuscito
persino a dire rimanendo serio: “Palazzo Chigi non mi è mai
mancato neanche un minuto, mi candido per senso di responsabilità”.
FACCE
DI BRONZO COSÌ NON ESISTONO IN NESSUNA PARTE DEL MONDO.
Nel
frattempo, la quasi totalità dei maggiordomi berlusconiani sono
tornati con la coda tra le gambe ad ossequiare il redivivo sultano,
senza temere il senso del ridicolo.
Siamo
al surreale.
Ora
il sultano di Arcore accusa Monti di aver dissanguato il Paese
e gli italiani, dopo che ha votato TUTTE, DICO TUTTE le leggi
del governo Monti, come l'IMU; come la riforma Fornero sulle
pensioni.
NON
C'È TASSA, NON C'È DIRITTO CANCELLATO AI LAVORATORI DAL GOVERNO
MONTI, CHE NON ABBIA TROVATO L'APPOGGIO DI BERLUSCONI.
Le
uniche proposte di legge in cui l'ex re Sole di Arcore si sia messo
di traverso sono quelle SULL'ANTI CORRUZIONE, SULL'INCANDIDABILITÀ
DEI CONDANNATI, SU UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E QUELLE CONTRO I
PRIVILEGI DELLA CASTA POLITICA.
Pretende
che le vergogne dei suoi governi siano dimenticate e si ripropone con
una nuova verginità politica.
Pare
arrivi da Marte, lui, che ha SGOVERNATO il Paese per molti anni
mettendolo in ginocchio.
Senza
dimenticare l'indecenza delle sua candidatura visto che in primo
grado è stato condannato a 4 anni di galera per evasione fiscale.
In
un qualsiasi Paese civile questa candidatura sarebbe inimmaginabile.
Ma
gli italiani saranno così fessi da farsi prendere per i fondelli
ancora una volta?
Saranno
così sciocchi da credere che il Paese potrebbe cadere in mano ai
comunisti, quelli che mangiano i bambini? Perché in questo caso
dovrebbero credere anche alle streghe e agli asini che volano.
Insomma,
io spero non ricadano nel tranello coloro che a suo tempo avevano
creduto alle sue mirabolanti promesse.
Perché
errare è umano, perseverare è diabolico ma, se permettete, anche un
po' stupido!!
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