Recita
una massima popolare: Conoscere per deliberare.
E
del tutto evidente che per dare un giudizio obiettivo su qualcosa o
su qualcuno devi conoscere i fatti, le persone di cui si discute.
Ma
se le tue informazioni non corrispondono al vero, è chiaro che il
tuo giudizio sarà falsato alla radice.
Un
fatto clamoroso recente che supporta quanto vi ho detto, è la
querelle nata tra la pm della Procura di Milano, Ilda Boccassini e il
candidato premier di “Rivoluzione Civile”, Antonio Ingroia.
Ecco
la genesi della questione.
Ad
un incontro con i candidati di Rivoluzione Civile a Milano, Ingroia,
alla domanda di un giornalista che gli chiedeva perché riceve tante
critiche anche da vasti settori della magistratura per il suo
impegno politico, l'ex magistrato antimafia della procura di Palermo,
ha risposto così:
"L'unica
spiegazione che posso dare, è che ho detto sempre quello che pensavo
anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura
associata e gli alti vertici della magistratura.
E'
successo anche ad altri PIÙ importanti e autorevoli magistrati, a
cominciare da Giovanni Falcone.
Forse
non è un caso che quando iniziò la sua attività di collaborazione
con la politica, le critiche peggiori giunsero dalla magistratura.
E'
un copione che si ripete".
Ed
ora ecco com'è intervenuta dopo questa presa di posizione di
Ingroia, la pm milanese, Ilda Boccassini: “Come ha potuto Antonio
Ingroia paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di
Giovanni Falcone.
Tra
loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce.
Si
vergogni!”.
E
qui vorrei un vostro giudizio, Ingroia, in quell'intervista si era
paragonato a Falcone?
A
me pare assolutamente no!
Dichiarare:
“E' successo anche ad altri PIÙ importanti e autorevoli
magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone”, non mi
pare proprio che Ingroia si sia paragonato a Falcone. Anzi!
Eppure,
guardando le TV o leggendo i giornali della scorsa settimana, tutte
le Istituzioni, dal presidente Napolitano al CSM, dalle varie
associazioni dei magistrati ai politici di quasi tutti gli
schieramenti, non sembra sia così.
REAZIONI
CHE NASCONDONO UNA VOGLIA DI MASSACRARE INGROIA CHE FA DAVVERO PAURA.
Un
esempio: Miccichè su Ingroia ha detto: “Falcone non partecipava a
convegni di folle osannanti”.
Forse
non ricorda che Falcone partecipava perfino alle feste dell'Unità e
al “Costanzo show”.
Miccichè,
per chi non lo conosce, è il leader siciliano del partito “Grande
Sud” alleato di Berlusconi e della Lega Nord di Maroni.
E'
lo stesso personaggio che voleva cambiare nome all'aeroporto di
Palermo, Falcone e Borsellino, perché, così diceva il nostro eroe,
allontana i turisti dalla Sicilia,
E
a proposito di Miccichè, faccio una piccola digressione
dall'argomento di questa sera: è certa la Lega di Maroni che il SUO
ALLEATO “Grande Sud” sia favorevole al suo progetto di trattenere
nelle regioni del Nord, il 75% delle imposte?
Oppure
è il solito imbroglio elettorale della Lega? Mah!!
E
ora, per ritornare a bomba sul nostro argomento, provate ad
immaginare voi che mi state seguendo da casa, se un qualsiasi pm
avesse urlato a tre settimane dalle elezioni “Vergognati” a
Bersani, a Berlusconi, oppure a Monti, che casino sarebbe avvenuto.
Sicuramente
il ministro della Giustizia gli avrebbe mandato gli ispettori. Il CSM
lo avrebbe messo sotto accusa.
Ed
i politicanti con tutto il caravanserraglio mediatico, si sarebbero
scatenati contro questo pm accusandolo di fare politica interferendo
sul voto.
Con
la Boccassini nulla di tutto questo è avvenuto.
Anzi,
da destra a sinistra, da sotto e da sopra, sono quasi tutti in
sintonia con la Boccassini.
L'obiettivo
primario rimane: distruggere la figura di Ingroia.
Evidentemente,
per questo sistema politico, il candidato premier di Rivoluzione
Civile, È UN AVVERSARIO MOLTO PERICOLOSO per cui dev'essere fatto
fuori anche con campagne mediatiche fondate su menzogne, come in
questo caso.
A
questa tecnica banditesca, prima di Ingroia, è stato sottoposto
Antonio Di Pietro che su dei fatti falsi alla radice, la macchina del
fango ha costruito a tavolino l'accusa di aver usato la politica per
farsi un impero immobiliare, (vi ricordate le famose 57 case?),
mentre la realtà vera è totalmente diversa, come emerge con
chiarezza dai documenti.
Così
nasce la disinformazione.
Sul
caso Ingroia, io non credo alla buonafede di chi occupando ruoli
istituzionali importanti, fa delle dichiarazioni distorcendo
sistematicamente i fatti.
Ecco
allora che ritorna di attualità una frase di Malcom X, il leader dei
diritti dei neri d'America ucciso negli anni sessanta:
“Se
non state attenti, i giornali (oggi aggiungerebbe anche le TV) vi
faranno odiare le persone che vengono oppresse, e amare quelle che
opprimono”.
Meditiamo
su questa frase. Dopo cinquant'anni è sempre attuale.
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