giovedì 7 febbraio 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 06 febbraio 2013

Recita una massima popolare: Conoscere per deliberare.
E del tutto evidente che per dare un giudizio obiettivo su qualcosa o su qualcuno devi conoscere i fatti, le persone di cui si discute.
Ma se le tue informazioni non corrispondono al vero, è chiaro che il tuo giudizio sarà falsato alla radice.
Un fatto clamoroso recente che supporta quanto vi ho detto, è la querelle nata tra la pm della Procura di Milano, Ilda Boccassini e il candidato premier di “Rivoluzione Civile”, Antonio Ingroia.
Ecco la genesi della questione.
Ad un incontro con i candidati di Rivoluzione Civile a Milano, Ingroia, alla domanda di un giornalista che gli chiedeva perché riceve tante critiche anche da vasti settori della magistratura per il suo impegno politico, l'ex magistrato antimafia della procura di Palermo, ha risposto così:
"L'unica spiegazione che posso dare, è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura.
E' successo anche ad altri PIÙ importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone.
Forse non è un caso che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica, le critiche peggiori giunsero dalla magistratura.
E' un copione che si ripete".
Ed ora ecco com'è intervenuta dopo questa presa di posizione di Ingroia, la pm milanese, Ilda Boccassini: “Come ha potuto Antonio Ingroia paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone.
Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce.
Si vergogni!”.
E qui vorrei un vostro giudizio, Ingroia, in quell'intervista si era paragonato a Falcone?
A me pare assolutamente no!
Dichiarare: “E' successo anche ad altri PIÙ importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone”, non mi pare proprio che Ingroia si sia paragonato a Falcone. Anzi!
Eppure, guardando le TV o leggendo i giornali della scorsa settimana, tutte le Istituzioni, dal presidente Napolitano al CSM, dalle varie associazioni dei magistrati ai politici di quasi tutti gli schieramenti, non sembra sia così.
REAZIONI CHE NASCONDONO UNA VOGLIA DI MASSACRARE INGROIA CHE FA DAVVERO PAURA.
Un esempio: Miccichè su Ingroia ha detto: “Falcone non partecipava a convegni di folle osannanti”.
Forse non ricorda che Falcone partecipava perfino alle feste dell'Unità e al “Costanzo show”.
Miccichè, per chi non lo conosce, è il leader siciliano del partito “Grande Sud” alleato di Berlusconi e della Lega Nord di Maroni.
E' lo stesso personaggio che voleva cambiare nome all'aeroporto di Palermo, Falcone e Borsellino, perché, così diceva il nostro eroe, allontana i turisti dalla Sicilia,
E a proposito di Miccichè, faccio una piccola digressione dall'argomento di questa sera: è certa la Lega di Maroni che il SUO ALLEATO “Grande Sud” sia favorevole al suo progetto di trattenere nelle regioni del Nord, il 75% delle imposte?
Oppure è il solito imbroglio elettorale della Lega? Mah!!
E ora, per ritornare a bomba sul nostro argomento, provate ad immaginare voi che mi state seguendo da casa, se un qualsiasi pm avesse urlato a tre settimane dalle elezioni “Vergognati” a Bersani, a Berlusconi, oppure a Monti, che casino sarebbe avvenuto.
Sicuramente il ministro della Giustizia gli avrebbe mandato gli ispettori. Il CSM lo avrebbe messo sotto accusa.
Ed i politicanti con tutto il caravanserraglio mediatico, si sarebbero scatenati contro questo pm accusandolo di fare politica interferendo sul voto.
Con la Boccassini nulla di tutto questo è avvenuto.
Anzi, da destra a sinistra, da sotto e da sopra, sono quasi tutti in sintonia con la Boccassini.
L'obiettivo primario rimane: distruggere la figura di Ingroia.
Evidentemente, per questo sistema politico, il candidato premier di Rivoluzione Civile, È UN AVVERSARIO MOLTO PERICOLOSO per cui dev'essere fatto fuori anche con campagne mediatiche fondate su menzogne, come in questo caso.
A questa tecnica banditesca, prima di Ingroia, è stato sottoposto Antonio Di Pietro che su dei fatti falsi alla radice, la macchina del fango ha costruito a tavolino l'accusa di aver usato la politica per farsi un impero immobiliare, (vi ricordate le famose 57 case?), mentre la realtà vera è totalmente diversa, come emerge con chiarezza dai documenti.
Così nasce la disinformazione.
Sul caso Ingroia, io non credo alla buonafede di chi occupando ruoli istituzionali importanti, fa delle dichiarazioni distorcendo sistematicamente i fatti.
Ecco allora che ritorna di attualità una frase di Malcom X, il leader dei diritti dei neri d'America ucciso negli anni sessanta:
Se non state attenti, i giornali (oggi aggiungerebbe anche le TV) vi faranno odiare le persone che vengono oppresse, e amare quelle che opprimono”.
Meditiamo su questa frase. Dopo cinquant'anni è sempre attuale.

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