Ecco
tre casi in cui l'arroganza delle Istituzioni pubbliche emerge con
chiarezza e alle volte anche con brutalità.
Il
primo e più famoso è la Tav in Val di Susa.
La
Corte dei Conti francese, le popolazioni locali, sia italiane che
francesi, centinaia di tecnici di tutto il mondo, sono convinti
dell'INUTILITÀ dell'opera, (la differenza tra costi e
benefici sconsigliano assolutamente la costruzione),
eppure, le Istituzioni politiche vogliono pervicacemente continuare i
lavori in cantieri che assomigliano a trincee, con militari a guardia
come fosse un fortino da difendere.
Il
secondo: l'ospedale di Pordenone.
Un
comitato referendario è nato per chiedere che siano i cittadini a
scegliere il luogo dove ubicare il nuovo ospedale e cioè: in Comina
oppure nell'attuale sito di via Montereale.
Le
migliaia di firme già raccolte per chiedere questa consultazione
popolare, non convincono queste Istituzioni politiche a chiamare i
cittadini della provincia ad esprimersi sull'opera che inciderà
profondamente sulla sanità pordenonese.
Terzo
caso: la circonvallazione di S.Vito al Tagliamento.
Un'opera
INDISPENSABILE che dovrebbe togliere dalla città il traffico dei
mezzi pesanti provenienti dalla Zona Industriale del Ponte Rosso e
dirette al casello autostradale di Cimpello.
Gli
enti pubblici chiamati a decidere, sono sordi alle richieste di un
battagliero comitato popolare, il “Comitato S.Carlis” che da anni
si sta battendo come un leone CONTRO IL TRACCIATO PREVISTO un
tracciato che sposta solamente il traffico da S.Vito a Prodolone, una
sua frazione, attraversando zone residenziali popolose.
Quest'opera
viaria dovrebbe svilupparsi su 5.500 metri, con 4 rotonde a raso e un
cavalcavia sulla ferrovia con relativo terrapieno di circa 1000metri.
Il
costo previsto è di 24milioni e mezzo, ma è sottostimato perché le
previsioni parlano di un costo reale molto vicino ai 40milioni di
euro.
Insomma,
un'opera pubblica costosa e importante ma che nasce sotto una cattiva
stella.
Il
“comitato S.Carlis” sostiene che il tracciato previsto è un non
senso e suggerisce di ritornare al vecchio progetto a nord di S.Vito,
che costeggia l'argine del Tagliamento, senza toccare centri abitati,
per innestarsi poi al casello di Villotta.
Un
progetto che rispetta la logica e il buon senso, ma che,
evidentemente, questa classe politica miope ed arrogante non riesce a
comprendere.
Mercoledì
prossimo “L'Isola” non ci sarà, perché mi candido alle prossime
elezioni regionali con l'Italia dei Valori.
2 commenti:
Da tempo non guardavo questo blog. Accipicchia, quanti commenti!...
per forza!!! e'molto seguito.
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