giovedì 14 marzo 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 13 marzo 2013


Ecco tre casi in cui l'arroganza delle Istituzioni pubbliche emerge con chiarezza e alle volte anche con brutalità.
Il primo e più famoso è la Tav in Val di Susa.
La Corte dei Conti francese, le popolazioni locali, sia italiane che francesi, centinaia di tecnici di tutto il mondo, sono convinti dell'INUTILITÀ dell'opera, (la differenza tra costi e benefici sconsigliano assolutamente la costruzione), eppure, le Istituzioni politiche vogliono pervicacemente continuare i lavori in cantieri che assomigliano a trincee, con militari a guardia come fosse un fortino da difendere.
Il secondo: l'ospedale di Pordenone.
Un comitato referendario è nato per chiedere che siano i cittadini a scegliere il luogo dove ubicare il nuovo ospedale e cioè: in Comina oppure nell'attuale sito di via Montereale.
Le migliaia di firme già raccolte per chiedere questa consultazione popolare, non convincono queste Istituzioni politiche a chiamare i cittadini della provincia ad esprimersi sull'opera che inciderà profondamente sulla sanità pordenonese.
Terzo caso: la circonvallazione di S.Vito al Tagliamento.
Un'opera INDISPENSABILE che dovrebbe togliere dalla città il traffico dei mezzi pesanti provenienti dalla Zona Industriale del Ponte Rosso e dirette al casello autostradale di Cimpello.
Gli enti pubblici chiamati a decidere, sono sordi alle richieste di un battagliero comitato popolare, il “Comitato S.Carlis” che da anni si sta battendo come un leone CONTRO IL TRACCIATO PREVISTO un tracciato che sposta solamente il traffico da S.Vito a Prodolone, una sua frazione, attraversando zone residenziali popolose.
Quest'opera viaria dovrebbe svilupparsi su 5.500 metri, con 4 rotonde a raso e un cavalcavia sulla ferrovia con relativo terrapieno di circa 1000metri.
Il costo previsto è di 24milioni e mezzo, ma è sottostimato perché le previsioni parlano di un costo reale molto vicino ai 40milioni di euro.
Insomma, un'opera pubblica costosa e importante ma che nasce sotto una cattiva stella.
Il “comitato S.Carlis” sostiene che il tracciato previsto è un non senso e suggerisce di ritornare al vecchio progetto a nord di S.Vito, che costeggia l'argine del Tagliamento, senza toccare centri abitati, per innestarsi poi al casello di Villotta.
Un progetto che rispetta la logica e il buon senso, ma che, evidentemente, questa classe politica miope ed arrogante non riesce a comprendere.
Mercoledì prossimo “L'Isola” non ci sarà, perché mi candido alle prossime elezioni regionali con l'Italia dei Valori.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Da tempo non guardavo questo blog. Accipicchia, quanti commenti!...

Anonimo ha detto...

per forza!!! e'molto seguito.