mercoledì 8 maggio 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 8 maggio 2013


Nella cosiddetta società civile, mantenere la parola data è fondamentale per essere rispettati e accettati come persone perbene.
E questo dovrebbe valere anche per il mondo politico.
Per cui se un uomo politico non mantiene ciò che ha promesso, è un politicante di cui diffidare.
Vediamo allora alcune dichiarazioni del presidente del Consiglio Enrico Letta, così potete giudicare voi stessi se è coerente con i propri elettori oppure li ha bellamente traditi.
Insomma, se è un politico di cui potersi fidare.
(26 giugno 2012)
Occorre un grande patto costituente tra progressisti e moderati che escluda dal governo i populismi di Grillo, Berlusconi e Di Pietro”.
(23 agosto 2012)
Quella di una Grande Coalizione col PDL è una prospettiva completamente affossata dal ritorno di Berlusconi, responsabile della situazione molto negativa nella quale il Paese si è ritrovato”.
(3 ottobre 2012)
Nella prossima legislatura non possiamo governare con un patto politico con Berlusconi.
(23 dicembre 2012)
Tra PD e Monti ci sarà dialogo e competizione leale. Il nostro avversario comune è Berlusconi”.
(2 gennaio 2013)
Alle bugie di Berlusconi risponderemo colpo su colpo. Bisognerebbe aprire una commissione parlamentare d'inchiesta su di lui”.
(12 gennaio 2013)
Il disastro e la vergogna.
Berlusconi, con lo spettacolo, cerca di farli dimenticare entrambi al Paese. Lui è il nostro vero avversario”.
(14 gennaio 2013)
Berlusconi non torna, perché i danni che ha fatto al Paese sono tanti e gli italiani non hanno una memoria così fallace”.
(15 gennaio 2013)
L'Italia è stata distrutta da Berlusconi, che sta cercando ancora una volta di rendere questa campagna elettorale ansiogena ai limiti della guerra civile”.
(25 gennaio 2013)
C'è stato un periodo in cui andando all'estero a noi italiani ci deridevano per il “bunga bunga” piuttosto che apprezzarci per i tanti cervelli costretti ad emigrare”.
(21 febbraio 2013)
Abbiamo chiaro da tempo l'errore fatto negli anni '90, e quando abbiamo governato non siamo riusciti a fare una buona legge sul conflitto di interessi e la riforma del sistema radiotelevisivo.
E anche se i buoi sono scappati dalla stalla, in questa legislatura bisogna rimediare a tutti i costi: il PD obbligherà Berlusconi a sciogliere i suoi conflitti di interesse se si vuole ricandidare.
Il suo ruolo di tycoon mediatico è emerso in tutta la sua pesantezza anche in questa campagna elettorale. Sarebbe cambiata la storia del Paese se la legge si fosse fatta prima, perché Berlusconi ha usato in modo sempre scorretto il suo potere”.
(6 marzo 2013) (quindi dopo le lezioni).
Nel dire no a un governo con Berlusconi, non dobbiamo avere alcuna ambiguità, mentre dobbiamo sfidare Grillo senza rincorrerlo”.
(9 marzo 2013)
L'agenda del PDL ha un solo punto: la difesa di Berlusconi”.
(20 marzo 2013)
Berlusconi oggi propone un governo di concordia.
Ma con quale coraggio e con quale coerenza lo fa, dal momento che nell'unico caso in cui sostenevamo lo stesso governo per fronteggiare la crisi più grave del dopoguerra, ha tolto la spina prima del tempo solo per i suoi interessi elettorali”.
E sull'incontro che Letta ha avuto con Berlusconi prima della formazione del suo governo, il nuovo presidente del Consiglio ha dichiarato:
Ho parlato tre ore con lui ed è stato molto faticoso, tornava sempre sui suoi problemi personali. Si è sfogato per le sue aggressioni giudiziarie. Io tentavo di riportare il discorso sulla squadra di governo e lui riparlava dei suoi problemi”.
E allora, cari telespettatori, che giudizio possiamo dare su Letta, nuovo capo del governo, alleato con Berlusconi, che può togliere la spina e farlo cadere quando gli farà comodo, come ha spiegato bene il ministro berlusconiano, Quagliariello: “Noi siamo in un gommone e Berlusconi ha uno spillone in mano, ci bucherà quando vorrà e senza troppi dispiaceri”?
Io penso, e su questo accetto scommesse, il governo Letta andrà in crisi quando si avvicineranno le udienze e poi le sentenze nei vari processi in cui è coinvolto Berlusconi.
E oggi è arrivata la prima sentenza di condanna sul processo d'appello “Mediaset” e già il governo traballa!
Dell'Imu, dei milioni di disoccupati, dei cassaintegrati, degli esodati, dei giovani senza lavoro, dei nuovi poveri, insomma dei tanti problemi che affliggono i cittadini di questo nostro disgraziato Paese, a questo personaggio ed ai suoi maggiordomi, suoi complici ed al suo servizio, non gli può “fregar de meno”.
E allora vi prego: chi non è suo complice e lo segue in buona fede, si svegli prima che sia troppo tardi.
Anche se potrebbe già esserlo!

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