Nella
cosiddetta società civile, mantenere la parola data è fondamentale
per essere rispettati e accettati come persone perbene.
E
questo dovrebbe valere anche per il mondo politico.
Per
cui se un uomo politico non mantiene ciò che ha promesso, è un
politicante di cui diffidare.
Vediamo
allora alcune dichiarazioni del presidente del Consiglio Enrico
Letta, così potete giudicare voi stessi se è coerente con i propri
elettori oppure li ha bellamente traditi.
Insomma,
se è un politico di cui potersi fidare.
(26
giugno 2012)
“Occorre
un grande patto costituente tra progressisti e moderati che escluda
dal governo i populismi di Grillo, Berlusconi e Di Pietro”.
(23
agosto 2012)
“Quella
di una Grande Coalizione col PDL è una prospettiva completamente
affossata dal ritorno di Berlusconi, responsabile della situazione
molto negativa nella quale il Paese si è ritrovato”.
(3
ottobre 2012)
“Nella
prossima legislatura non possiamo governare con un patto politico con
Berlusconi.
(23
dicembre 2012)
“Tra
PD e Monti ci sarà dialogo e competizione leale. Il nostro
avversario comune è Berlusconi”.
(2
gennaio 2013)
“Alle
bugie di Berlusconi risponderemo colpo su colpo. Bisognerebbe aprire
una commissione parlamentare d'inchiesta su di lui”.
(12
gennaio 2013)
“Il
disastro e la vergogna.
Berlusconi,
con lo spettacolo, cerca di farli dimenticare entrambi al Paese. Lui
è il nostro vero avversario”.
(14
gennaio 2013)
“Berlusconi
non torna, perché i danni che ha fatto al Paese sono tanti e gli
italiani non hanno una memoria così fallace”.
(15
gennaio 2013)
“L'Italia
è stata distrutta da Berlusconi, che sta cercando ancora una volta
di rendere questa campagna elettorale ansiogena ai limiti della
guerra civile”.
(25
gennaio 2013)
“C'è
stato un periodo in cui andando all'estero a noi italiani ci
deridevano per il “bunga bunga” piuttosto che apprezzarci per i
tanti cervelli costretti ad emigrare”.
(21
febbraio 2013)
“Abbiamo
chiaro da tempo l'errore fatto negli anni '90, e quando abbiamo
governato non siamo riusciti a fare una buona legge sul conflitto di
interessi e la riforma del sistema radiotelevisivo.
E
anche se i buoi sono scappati dalla stalla, in questa legislatura
bisogna rimediare a tutti i costi: il PD obbligherà Berlusconi a
sciogliere i suoi conflitti di interesse se si vuole ricandidare.
Il
suo ruolo di tycoon mediatico è emerso in tutta la sua pesantezza
anche in questa campagna elettorale. Sarebbe cambiata la storia
del Paese se la legge si fosse fatta prima, perché Berlusconi ha
usato in modo sempre scorretto il suo potere”.
(6
marzo 2013) (quindi dopo le lezioni).
“Nel
dire no a un governo con Berlusconi, non dobbiamo avere alcuna
ambiguità, mentre dobbiamo sfidare Grillo senza rincorrerlo”.
(9
marzo 2013)
“L'agenda
del PDL ha un solo punto: la difesa di Berlusconi”.
(20
marzo 2013)
“Berlusconi
oggi propone un governo di concordia.
Ma
con quale coraggio e con quale coerenza lo fa, dal momento che
nell'unico caso in cui sostenevamo lo stesso governo per fronteggiare
la crisi più grave del dopoguerra, ha tolto la spina prima del tempo
solo per i suoi interessi elettorali”.
E
sull'incontro che Letta ha avuto con Berlusconi prima della
formazione del suo governo, il nuovo presidente del Consiglio ha
dichiarato:
“Ho
parlato tre ore con lui ed è stato molto faticoso, tornava sempre
sui suoi problemi personali. Si è sfogato per le sue aggressioni
giudiziarie. Io tentavo di riportare il discorso sulla squadra di
governo e lui riparlava dei suoi problemi”.
E
allora, cari telespettatori, che giudizio possiamo dare su Letta,
nuovo capo del governo, alleato con Berlusconi, che può togliere la
spina e farlo cadere quando gli farà comodo, come ha spiegato bene
il ministro berlusconiano, Quagliariello: “Noi siamo in un
gommone e Berlusconi ha uno spillone in mano, ci bucherà quando
vorrà e senza troppi dispiaceri”?
Io
penso, e su questo accetto scommesse, il governo Letta andrà in
crisi quando si avvicineranno le udienze e poi le sentenze nei vari
processi in cui è coinvolto Berlusconi.
E
oggi è arrivata la prima sentenza di condanna sul processo d'appello
“Mediaset” e già il governo traballa!
Dell'Imu,
dei milioni di disoccupati, dei cassaintegrati, degli esodati, dei
giovani senza lavoro, dei nuovi poveri, insomma dei tanti problemi
che affliggono i cittadini di questo nostro disgraziato Paese, a
questo personaggio ed ai suoi maggiordomi, suoi complici ed al suo
servizio, non gli può “fregar de meno”.
E
allora vi prego: chi non è suo complice e lo segue in buona fede, si
svegli prima che sia troppo tardi.
Anche
se potrebbe già esserlo!
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