“Siamo
come un fan club, (Berlusconi) potrà usarci come vuole”.
Questa
imbarazzante frase è stata pronunciata da Simone Furlan, un
albergatore di Padova e si è autonominato capo di un esercito che ha
battezzato: Esercito di Silvio.
Si,
avete sentito bene, in Italia, che anche con tutte le sue magagne
rimane pur sempre un Paese della civile Europa, si sta organizzando
un nuovo esercito.
Pare
incredibile che nel ventunesimo secolo nel nostro Paese, ci siano
ancora degli emuli delle camicie brune hitleriane o delle camicie
nere mussoliniane.
Sempre
questo Furlan dice che questo esercito è nato per difendere
Berlusconi dal: “ventennale attacco della magistratura
politicizzata, alla libertà”.
Sempre
Furlan, senza arrossire, afferma: “non possiamo restare
spettatori inermi di questa ingiusta guerra dei vent'anni che ha
visto il nostro leader difendersi da accuse infamanti di ogni genere,
frutto di una persecuzione giudiziaria senza precedenti nella
storia”.
Il
motivo di questa persecuzione, così la spiega Furlan: “è
perché Berlusconi non ha permesso ai comunisti di andare al potere”.
Continua
il nostro eroe, sono sempre parole sue: “sono disposto a fargli
scudo con il mio corpo; a prendermi una pallottola al posto suo”.
Io
penso che un individuo che parla in questo modo, usi come
copricapo un colapasta.
Con
chi “sbarella” così è impossibile discutere, fare dei
ragionamenti logici.
Questo
Furlan, assieme a coloro che lo seguono, potrebbe comunque diventare
pericoloso.
Infatti,
se le parole di questo soggetto si concretizzassero, saremmo davanti
ad un attentato allo Stato di diritto.
Sentite
dove arriva il suo fanatismo: “Dobbiamo difendere (Berlusconi),
colui che rappresenta un patrimonio per i moderati italiani, (aiuto,
ma questo lo dico io), batterci affinché la persecuzione che lo sta
colpendo non possa ripetersi nei confronti di nessuno. Occorre
gridare al mondo intero che milioni di Italiani come me credono e si
riconoscono in lui. Dobbiamo lanciare un messaggio chiaro ai
detrattori del Presidente Berlusconi. Devono sapere che quand’anche
lo condannassero o lo rendessero ineleggibile, non lo sconfiggeranno
mai politicamente, poiché noi saremo schierati al suo fianco, pronti
a supportarlo, a raccogliere la sua incredibile eredità politica, i
suoi valori e ideali e portarli avanti con lui”.
E
ora ecco il giuramento che si trova su internet e che deve
sottoscrivere chiunque voglia aderire a questo fantomatico esercito:
“Io
sottoscritto dichiaro di volermi arruolare nell’Esercito di Silvio
per difendere il Presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la
Guerra dei Vent’anni. Dichiaro di riconoscermi in lui, nel suo
pensiero, nei suoi ideali e nel suo operato; di volermi battere per
la libertà, per una Italia libera e democratica e di essere pronto a
partecipare a eventi o manifestazioni in suo supporto».
Poi,
sempre al nostro eroe chiedono: la sua è fede? «Certo che lo è»,
conclude Furlan che, all’età di 37 anni può rivendicare, «con
orgoglio, grande orgoglio: ho sempre votato Berlusconi. E lo
amo con tutto me stesso».
Ecco
cosa succede quando la ragione va in vacanza.
Secondo
notizie giornalistiche, sono 75mila coloro che si sono arruolati in
questo sgangherato esercito con a capo questo personaggio che a
quanto pare ha avuto l'OK da parte del boss di Arcore, di costruire
questa ridicola armata brancaleone.
Ma
è una frase di Daniela Santanché che fa riflettere, quella
Santanché che qualche anno fa, quando era candidata premier contro
Berlusconi per la Destra di Storace, diceva che Berlusconi vede le
donne solo orizzontali.
Ora,
evidentemente, non la pensa più così!!
Dice
la Santanchè: “Vorrei che tutto il partito prendesse coscienza che
tra 15 giorni una sentenza potrebbe togliere dalla scena politica il
nostro leader Berlusconi. Mi piacerebbe che da oggi ad allora tutti
insieme ci preoccupassimo solo di questo, perché una sentenza che
non ripristinasse giustizia sarebbe inaccettabile”.
Per
questa destra berlusconiana, il ripristino della giustizia è
assolvere sempre e comunque il loro padre padrone.
Se
i tribunali della Repubblica non lo assolvono sempre e comunque, è
perché le Corti di giustizia che lo condannano sono formate da
magistrati comunisti e quindi di parte.
Qualche
tempo fa chiudevo le mie “Isole” con due frasi che si sono
rivelate, purtroppo, profetiche, dicevo:
E'
buio nel nostro Paese.
E'
calata la notte sulla nostra Repubblica.
Mi
pare, per chi ha occhi per vedere, orecchie per sentire e cervello
per ragionare, che la malattia che sta distruggendo il vivere civile,
sociale ed economico nel nostro Paese, sia ormai conclamata.
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