Lunedì,
Berlusconi si è beccato dal tribunale di Milano, dopo i 4 anni per
frode fiscale, altri 7 anni di carcere per concussione per
costrizione e prostituzione minorile nel cosiddetto processo Ruby e
che sarà l'oggetto di una prossima “Isola”.
Oggi,
invece, vi parlerò di fatti diversi tra loro, ma che hanno in comune
la mancanza del senso del ridicolo e dell'etica pubblica nel nostro
Paese.
Ecco
un esempio.
L'onorevole
e sottosegretario del Pdl, Michaela
Biancofiore ha recentemente dichiarato:
"Se fosse possibile, Berlusconi lo farei patrimonio dell'Unesco, ma anche dell'Italia e di tutti gli italiani. Purtroppo non si può fare. Io, piuttosto che il Berlusconismo, credo sia da candidare direttamente Berlusconi perché penso che non ci sia uomo pari a lui nella storia da molto tempo. Berlusconi è un patrimonio soprattutto dell'Italia, che l'Italia stessa e gli italiani dovrebbero preservare qualora succeda qualcosa di grave. Credo assolutamente che Berlusconi sia anche un patrimonio mondiale, molto più apprezzato all'estero di quanto in Italia vogliano far credere sempre i cosiddetti giornali e salotti politically correct".
"Se fosse possibile, Berlusconi lo farei patrimonio dell'Unesco, ma anche dell'Italia e di tutti gli italiani. Purtroppo non si può fare. Io, piuttosto che il Berlusconismo, credo sia da candidare direttamente Berlusconi perché penso che non ci sia uomo pari a lui nella storia da molto tempo. Berlusconi è un patrimonio soprattutto dell'Italia, che l'Italia stessa e gli italiani dovrebbero preservare qualora succeda qualcosa di grave. Credo assolutamente che Berlusconi sia anche un patrimonio mondiale, molto più apprezzato all'estero di quanto in Italia vogliano far credere sempre i cosiddetti giornali e salotti politically correct".
Poi,
immagino,
la sempre onorevole Biancofiore, nonché sottosegretaria del governo
Letta, si tolse il colapasta dalla testa e si riposò.
Altro
fatto.
Josefa
Idem, ex ministra delle Pari Opportunità, è coinvolta in uno
scandalo per non aver pagato l'ICI e l'Imu su una sua casa divenuta
poi una palestra.
Durante
la conferenza stampa della scorsa settimana convocata a Palazzo Chigi
per difendersi da queste accuse, ha fatto alcune dichiarazioni
davvero strabilianti.
Dichiara:
“Ero un'atleta, non ho studiato da commercialista. Ho delegato le
questioni fiscali ed edili, dando indicazione di fare tutto in
regola”.
Se
la logica della Idem venisse applicata a tutti i contribuenti, solo i
commercialisti o i fiscalisti potrebbero essere perseguiti per
evasione fiscale.
Poi
ha sfoderato altre perle come questa:
“Ho
vinto 30 medaglie per l'Italia. Ho partecipato ad 8 olimpiadi, ho
fatto 2 figli, mi sono data alla politica per promuovere i diritti
delle
donne
e difendere lo sport”.
Applicando
sempre la stessa logica, ogni contribuente di successo, nello sport,
oppure nel proprio ambito di lavoro, potrebbe sentirsi non obbligato
a rispettare le leggi come un comune mortale.
Chiude
poi con un vero autogol alla Niccolai, quando afferma:
“In
Germania nessuno si dimetterebbe per una cosa simile”.
Sicuramente
alla signora Idem è sfuggito che un importante ministro tedesco si è
dimesso solo per aver copiato una parte della sua tesi di dottorato.
Oppure,
che un presidente della stessa Germania si è dovuto dimettere per
aver fatto una gaffe sull'Afghanistan.
Insomma
la Idem, nata in Germania e naturalizzata italiana, invece di
insegnarci l'etica pubblica che vige nel suo Paese di origine, ha
acquisito il peggio della nostra classe politica.
Comunque,
lunedì scorso la Idem finalmente si è dimessa su richiesta del
presidente Letta.
E
ora una breve riflessione su un fatto di cronaca che in questi giorni
occupa le prime pagine dei nostri giornali: IL CASO COSPALAT.
Un
fatto che non avremmo mai creduto potesse accadere nella nostra
Regione e che mortifica la stragrande maggioranza dei friulani.
Un
fatto che getta un'ombra sinistra sulla nostra correttezza e onestà,
proprio perché si dice che i friulani sono un popolo: salt, onest
e lavorador e quanto sta emergendo dalle indagini incrina questa
immagine.
C'è
una intercettazione che ci rimanda al crollo dell'etica e
dell'immoralità che pervade il nostro Paese a tutti i livelli e
anche, purtroppo, nella nostra Regione.
L'amministratore
di un caseificio di Agerola in provincia di Napoli, parlando al
telefono con Renato Zampa, il presidente di Cospalat attualmente in
carcere, segnalava allo stesso Zampa che nel latte che gli era stato
consegnato erano stati trovati valori di AFLOTOSSINE fuori norma poi
chiude con questa affermazione:
“ME
LO DICEVANO CHE SEI UN GRANDE GUAGLIÒ. MA SEI UN GRANDE DAVVERO!
COME BERLUSCONI.
Questa
frase registrata ovviamente a loro insaputa, misura più di tante
chiacchiere, il livello di disonestà e la mancanza di etica che si
respira nel Paese.
Tutto
questo ci racconta il degrado morale e civile nel quale è affondata
l'Italia degli ultimi vent'anni, da quando cioè, Berlusconi,
È
ENTRATO IN POLITICA ROVESCIANDO I BINARI ETICI DEL NOSTRO SISTEMA.
In
questi vent'anni, tra guardie e ladri, grazie ad un bombardamento
mediatico disonesto, molti cittadini hanno parteggiato per i ladri,
per i farabutti.
Per
cui, chi imbroglia il prossimo e la fa franca è un “ganzo”, un
“furbo” da imitare.
Ma
visto la situazione cui è messa l'Italia, credo che molti stiano
finalmente aprendo gli occhi e si stiano accorgendo che un Paese che
paga annualmente 60miliardi alla corruzione ormai diventata endemica
e 120 miliardi all'evasione fiscale, non può salvarsi dal fallimento
sia economico che sociale.
Nessun commento:
Posta un commento