giovedì 18 luglio 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 17 luglio 2013


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Riflettiamo: quando i maggiordomi berlusconiani discutono delle condanne giudiziarie del loro padrone, i fatti non vengono quasi mai citati e quando lo fanno, smentiscono in toto tutto ciò che emerge dal dibattito processuale.
Parlano di complotti, di accanimenti giudiziari, ma i fatti, attenzione, non le opinioni, per questi strani personaggi non esistono.
In questa “Isola” voglio mettervi a conoscenza di una delle tante menzogne berlusconiane, che un'informazione omertosa e disonesta ci propina tutti i santi giorni attraverso i media al servizio permanente del satrapo arcoriano.
Quest'”Isola” è dedicata alla “pasionaria” berlusconiana per antonomasia: Daniela Santanché.
In questi ultime settimane le sue infuocate dichiarazioni sui processi del suo boss, si sprecano.
Per la “pitonessa”, così è anche soprannominata la Santanché, i Pm ed i giudici, sono un cancro della società, una metastasi della democrazia.
Ma come vi dicevo, Daniela Santanchè non entra mai nel merito dei fatti inerenti i processi del suo boss, li ignora completamente e volutamente.
Vediamone allora alcuni.
Premetto che sarò costretto ad usare dei termini volgari, ma sono quelli usati dai protagonisti per cui è giusto non modificare nulla.
Un tempo, la “pitonessa” quand'era candidata per la destra di Storace alla presidenza del Consiglio e quindi avversaria anche del Caimano, dichiarava urbi et orbi: “Berlusconi vuole tutte le donne orizzontali”.
E poi, molto elegantemente, concludeva con un'altra frase storica:
Ma io non gliela darò mai”.
Questo spiega senza tanti giri di parole come la Santanchè conosca il Caimano ed il suo rapporto con l'altro sesso.
Ed ora ecco cosa si dicono al telefono Flavio Briatore e Daniela Santanchè, nell'aprile del 2011 quando lo scandalo ”Ruby” era già scoppiato.
Briatore era intercettato dalla Guardia di Finanza per questioni fiscali.
Briatore chiama la Santanchè e parla delle feste ad Arcore: “Sai chi è venuto a trovarmi a Montecarlo? Lele Mora (l'impresario televisivo già condannato per bancarotta e sotto processo con Emilio Fede e Nicole Minetti per sfruttamento della prostituzione anche minorile), Lele, continua Briatore, non sta bene di salute e mi ha detto: tutto continua come se nulla fosse... Non più lì (cioè ad Arcore) ma nell'altra villa... Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori...stesso film, proiettato in un cinema diverso... Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale”.
Ma sei sicuro che lui ha ripreso?, chiede la Santanchè.
Briatore: “Al cento per cento... E' malato, Dani! Il suo piacere è vedere queste qui, stanche, che vanno via da lui. Stanche, dicono. Oh, che poi queste qui ormai lo sanno! Dopo due botte cominciano a dire che sono stanche, che le ha rovinate”.
Santanchè: “Roba da pazzi”.
Briatore: “Lele (Mora) è stato da me due ore. Mi fa pena. Mi ha detto: Fla', mi hanno messi in mezzo. E sono talmente nella merda che l'unico che mi può aiutare è lui (Berlusconi)... Faccio quello che mi chiedono”.
Santanchè: “Io sono senza parole”.
Poi dopo aver parlato d'altro, Briatore ritorna su Berlusconi: “Dani, io ti dico un'altra roba. Se il presidente (Berlusconi) continua a fare quello che fa.... Siamo nelle mani di Dio eh? Perché l'altra sera ho saputo che c'è stata un'altra grande festa lì eh?”.
Santanchè: “Ma tu pensa! E che cazzo dobbiamo fare?”.
Briatore: “Ha ragione Veronica (l'ex moglie di Berlusconi), è malato.
Uno normale non fa ste robe qui. Lele, che gli continua a portare (le mignotte), a organizzare questo è persino in imbarazzo lui!”.
Santanchè: “Va beh, ma allora qua crolla tutto”.
Briatore: “Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri.
Di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c'è in Italia... Il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete”.
Santanché: “Le stanno già tirando”.
Ecco, questo è il quadro che facevano delle famose “CENE ELEGANTI” di Arcore ad aprile 2011, Daniela Santanchè e Flavio Briatore, intercettati, ovviamente, a loro insaputa.
Oggi la Santanchè in ogni talk show ripete come un mantra il contrario di quello che diceva parlando col suo amico Briatore, per cui è evidente: MENTE SAPENDO DI MENTIRE.
Le intercettazioni telefoniche sono lì a dimostrarlo.
Per cui non facciamoci prendere in giro da una informazione disonesta, che nasconde o distorce i fatti.
Apriamo gli occhi sulla realtà.
Questo Paese ha perso ormai la bussola.
Ha bisogno di ridiventare uno Stato civile.
Ai giovani a cui la politica fa schifo dico: proprio perché questa politica fa schifo dovete impegnarvi, reagire per cambiarla in meglio.
Aspettare che le cose nel nostro Paese si sistemino da sole è stupido.
Quando finalmente vi sveglierete da questo sonno ipnotico, potrebbe essere già troppo tardi.
Riflettete, riflettiamo su questo.

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