mercoledì 10 luglio 2013

Titolo della mia "L'Isola" a TPN del 10 luglio 2013


Dopo la decisione della Corte di Cassazione di fissare al 30 luglio prossimo l'udienza del processo Mediaset in cui Berlusconi è stato condannato a 4 anni di carcere e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale, è scoppiata la prevedibile canea del Caimano e dei suoi famigli.
Il presidente della sezione feriale della Corte di Cassazione, ha deciso di fissare l'udienza a fine luglio per non far andare il processo in prescrizione.
Un rischio lanciato dalla Corte d'Appello di Milano che aveva confermato la condanna di primo grado.
Come scrive il Fatto, il presidente Esposito ha preso la sua decisione, OBBLIGATA, perché sul fascicolo Mediaset inviato alla Cassazione, sulla copertina era indicato: “Prescrizione dal primo di agosto 2013 al giugno 2014”. La norma dice che è la Sezione competente della Cassazione a esaminare le carte ed indicare sulla copertina l'eventuale rischio di prescrizione del reato su suggerimento degli stessi giudici d'Appello.
Avvocati e politici berlusconiani, scrive ancora il Fatto, si stracciano le vesti per “l'incredibile accelerazione della Cassazione”, ma una fonte autorevole della Cassazione dice che: “deve essere chiaro che non c'è alcuna volontà di perseguitare Silvio Berlusconi”.
Infatti, il rischio di una prescrizione IMPONE di fissare la prima udienza utile per scongiurarla.
Lo dice il “decreto organizzativo” di più di un anno fa varato dal primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, in cui è previsto che i processi prossimi alla prescrizione anche parziale o “intermedia”, la Cassazione penale deve procedere “d'urgenza”.
Come vedete nessuna forzatura è stata fatta per il Caimano.
É LA LEGGE E DEVE VALERE PER TUTTI”.
La sezione feriale che dovrà giudicarlo, è composta da giudici di diverse sezioni scelti in base della disponibilità e dell'anzianità.
Questa sezione dal 22 luglio al 15 settembre si occupa dei processi a rischio prescrizione e delle misure cautelari.
Ogni anno celebra una cinquantina di processi che altrimenti andrebbero al macero.
Per fare un esempio, proprio il presidente della sezione feriale della Cassazione, Esposito, il 4 agosto del 2011 fissò un'udienza del processo all'ex ministro Aldo Brancher, che si sarebbe prescritto il giorno dopo.
Così, a Brancher, fu confermata la condanna per ricettazione ed appropriazione indebita, ma quella sentenza non suscitò una particolare ira tra i berluscones.
Il problema della prescrizione in questo processo Mediaset, è emerso dopo uno studio di diversi fattori legati ad una delle tanti leggi ad personam berlusconiane, la ex Cirielli che dimezza per alcuni reati la prescrizione, ed a un complicato calcolo delle pause forzate del processo a causa anche dei vari lodi varati sempre dai governi Berlusconi, e infine, alle motivazioni della condanna, soprattutto all'interdizione dai pubblici uffici.
Ed è sulla base di tutti questi elementi che, scrive ancora il Fatto, se la Cassazione avesse fissato l'udienza in autunno, sarebbe stata prescritta la frode fiscale inerente l'anno 2002 e ci sarebbe stato il rischio concreto di un Appello bis per ricalcolare la pena e l'interdizione dai pubblici uffici, seguito da un nuovo giudizio in Cassazione.
Ma la Cassazione, RISPETTANDO LA LEGGE, lo ha evitato.
D'altronde questo processo è già stato falcidiato dalle prescrizioni sempre grazie alla ex Cirielli, tra cui, scrive sempre il Fatto, un'appropriazione indebita per 276 milioni di dollari.
In una mia “Isola”, dopo la nascita del governo Letta, avevo scommesso con voi che questo governo sarebbe andato in crisi, non perché non riesce a trovare soluzioni ai gravi problemi che affliggono il nostro Paese, ma quando qualche processo di Berlusconi andrà a sentenza definitiva.
Oggi ci siamo quasi.
E il PDL minaccia di bloccare il Parlamento.
Alcuni pidiellini aizzano la “piazza” contro i giudici.
Altri ancora vorrebbero che tutti i parlamentari PDL si dimettessero.
Mentre il Paese sta attraversando un momento molto complicato economicamente, il Parlamento e il Governo sono appesi alla decisione di un uomo disperato che forse tra qualche tempo non potrà neppure sedere sugli scranni del Parlamento.
Eppure, quando il Caimano apprese la notizia della condanna in Appello per frode fiscale, disse che la sentenza era ingiusta, perché è innocente e per questo ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo pure a gran voce, che il processo si svolgesse rapidamente per far valere le sue ragioni.
Per cui, dovrebbe gioire del fatto che la Cassazione abbia fissato l'udienza al 30 luglio prossimo.
In tal modo, assistito da un avvocato cassazionista tra i più prestigiosi in Italia come l'avvocato Coppi, avrebbe la possibilità di dimostrare agli italiani, che la Corte d'Appello di Milano, condannandolo, aveva preso un grosso cranchio.
Ma, evidentemente, la sua reazione e quella dei suoi maggiordomi, nasconde una realtà diversa: lui sa di essere colpevole e teme che la sentenza diventi definitiva.
Per cui delle due l'una: o è innocente e quindi dovrebbe essere felice per la decisione della Cassazione, oppure è angosciato perché sa di essere stato preso con le mani nella marmellata.
Valutate voi se è sereno o angosciato.
Ma i cittadini, TUTTI, hanno il diritto di sapere se chi ha in mano le sorti del governo, è una persona perbene oppure un mascalcone.

È buio nel nostro Paese.
È calata la notte sulla nostra Repubblica.

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