Il
presidente della Repubblica, Napolitano, ha commemorato alla Luiss di
Roma, Loris d'Ambrosio, il suo ex consigliere giuridico morto il 26
luglio 2012.
E
come al solito non ha fatto mancare il rituale super monito al mondo
politico ed alla magistratura.
Ed
ha fatto nuovamente confusione: parlando di conflitto tra politica e
magistratura, ha di nuovo messo sullo stesso piano le guardie e i
ladri.
Spero
lo faccia in buona fede perché tra la magistratura e il mondo
politico non c'è nessuna guerra.
Perché
nella realtà vera c'è solo un uomo, Berlusconi, che crede di essere
al di sopra delle leggi dei comuni cittadini.
I
magistrati che lo hanno inquisito e poi condannato, hanno fatto
semplicemente il loro dovere applicando le leggi.
Non
hanno dichiarato nessuna guerra alla politica.
Per
farmi capire meglio.
Se
io parcheggiassi ogni giorno l'auto in divieto di sosta e
regolarmente la polizia municipale di Casarsa, (il comune dove
abito), mi multasse e poi a TPN mi mettessi a gridare che c'è un
complotto, una guerra dei vigili urbani di Casarsa contro i cittadini
casarsesi, credo sia, per chi ha un minimo di sale in zucca, una
solenne cretinata.
Perché
è del tutto evidente che non esiste una guerra tra i casarsesi e la
loro polizia municipale.
C'è
solamente un mio comportamento illecito che viene sanzionato.
Tutto
qui!
Punto!
Per
cui tra la magistratura e la politica non è in atto nessuna guerra.
C'è
Berlusconi che, con tutte le garanzie di uno Stato di diritto, è
stato inquisito, processato sempre con il massimo del garantismo e
dopo tre gradi di giudizio è stato condannato definitivamente.
Dov'è
il problema?
Forse
qualcuno vorrebbe che con Berlusconi, i magistrati chiudessero gli
occhi come faceva un tempo la procura di Roma quando veniva chiamata,
il “porto delle nebbie” e le indagini sui potenti venivano
regolarmente insabbiate e finivano tutte a tarallucci e vino?
Napolitano
poi esorta la magistratura ad avere: “equilibrio, sobrietà,
riserbo, assoluta imparzialità, senso della misura e del limite”.
E'
la scoperta dell'acqua calda.
Credo
sia difficile non essere d'accordo con queste richieste.
Mentre,
come dicevo, sono in totale disaccordo con Napolitano,
quando
afferma che è in corso un “perdurante conflitto tra politica e
giustizia o di “spirale di contrapposizione tra politica e
giustizia”, detto poi solo due giorni dopo il delirante
videomessaggio televisivo di Berlusconi, non mi pare sia una
posizione corretta e imparziale da parte del nostro massimo
rappresentante istituzionale.
Come
non ricordo di aver sentito dei moniti presidenziali quando
Berlusconi ha usato termini offensivi e volgari contro la
magistratura che non sarebbero permessi in nessun Paese civile e
democratico.
Napolitano
usa nella sua veste di garante, due pesi e due misure.
E
poi vorrebbe che si facessero urgentemente delle riforme sulla
Giustizia.
Ma
si è chiesto il Presidente con chi si dovrebbe fare queste riforme?
Con
questo centrodestra che ha come capo un pregiudicato?
Sarebbe
come fare le leggi antimafia in collaborazione con Totò Riina!
E
poi non ricorda il Presidente che di riforme sulla Giustizia i
governi Berlusconi ne hanno già fatte oltre un centinaio con i
risultati che sappiamo: impunità per i potenti con prescrizioni
brevi, depenalizzazioni varie, vedi il falso in bilancio e altre
vergogne.
Di
contro hanno istituito il reato di clandestinità, la galera per i
tossici, tant'è che nelle nostre disastrate carceri ci sono
praticamente solo dei poveri cristi.
Questa
sarebbe la Giustizia berlusconiana: forte con i deboli e debole con i
forti.
E'
QUESTA LA GIUSTIZIA CHE VORREMMO?
Il
procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, ha elencato sul
“Fatto Quotidiano” il catalogo degli insulti che il Caimano ha
riservato ai magistrati in questi ultimi vent'anni.
Eccone
alcuni: “esseri antropologicamente diversi dal resto della razza
umana – assassini – terroristi – faziosi – sadici –
torturatori - menti distorte – folli - bugiardi – criminali
vestiti da giudici - omuncoli bisognosi di una perizia psichiatrica
- cancro da estirpare - maledetti dal Vangelo – golpisti -
brigatisti che occupano le procure”.
Un
frasario da TSO ( da Trattamento Sanitario Obbligatorio)
Leggendo
questo elenco, mi viene da sorridere amaro quando penso che
Berlusconi si dichiara capo dei moderati e del partito dell'amore.
E
ora una domanda: chi conosce un altro Paese del mondo civilizzato in
cui un leader politico inaugura la nuova sede nazionale di un nuovo
partito, dopo aver ricevuto una condanna definitiva a 4 anni di
carcere per frode fiscale ed ha pure altre pendenze giudiziarie che
entro breve potrebbero concludersi con altre condanne?
Per
quanto mi sforzi nella ricerca, questo Paese non lo trovo.
Purtroppo
questo record negativo è solo nostro.
L'Italia
è l'unico Paese in cui un delinquente taglia il nastro inaugurale di
una sede nazionale di un partito con a fianco il ministro
dell'Interno che applaude felice.
Pare
una barzelletta, ma purtroppo questo è un fatto reale accaduto la
settimana scorsa in questa repubblica delle banane!
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