venerdì 27 settembre 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 26 settembre 2013


Il presidente della Repubblica, Napolitano, ha commemorato alla Luiss di Roma, Loris d'Ambrosio, il suo ex consigliere giuridico morto il 26 luglio 2012.
E come al solito non ha fatto mancare il rituale super monito al mondo politico ed alla magistratura.
Ed ha fatto nuovamente confusione: parlando di conflitto tra politica e magistratura, ha di nuovo messo sullo stesso piano le guardie e i ladri.
Spero lo faccia in buona fede perché tra la magistratura e il mondo politico non c'è nessuna guerra.
Perché nella realtà vera c'è solo un uomo, Berlusconi, che crede di essere al di sopra delle leggi dei comuni cittadini.
I magistrati che lo hanno inquisito e poi condannato, hanno fatto semplicemente il loro dovere applicando le leggi.
Non hanno dichiarato nessuna guerra alla politica.
Per farmi capire meglio.
Se io parcheggiassi ogni giorno l'auto in divieto di sosta e regolarmente la polizia municipale di Casarsa, (il comune dove abito), mi multasse e poi a TPN mi mettessi a gridare che c'è un complotto, una guerra dei vigili urbani di Casarsa contro i cittadini casarsesi, credo sia, per chi ha un minimo di sale in zucca, una solenne cretinata.
Perché è del tutto evidente che non esiste una guerra tra i casarsesi e la loro polizia municipale.
C'è solamente un mio comportamento illecito che viene sanzionato.
Tutto qui!
Punto!
Per cui tra la magistratura e la politica non è in atto nessuna guerra.
C'è Berlusconi che, con tutte le garanzie di uno Stato di diritto, è stato inquisito, processato sempre con il massimo del garantismo e dopo tre gradi di giudizio è stato condannato definitivamente.
Dov'è il problema?
Forse qualcuno vorrebbe che con Berlusconi, i magistrati chiudessero gli occhi come faceva un tempo la procura di Roma quando veniva chiamata, il “porto delle nebbie” e le indagini sui potenti venivano regolarmente insabbiate e finivano tutte a tarallucci e vino?
Napolitano poi esorta la magistratura ad avere: “equilibrio, sobrietà, riserbo, assoluta imparzialità, senso della misura e del limite”.
E' la scoperta dell'acqua calda.
Credo sia difficile non essere d'accordo con queste richieste.
Mentre, come dicevo, sono in totale disaccordo con Napolitano,
quando afferma che è in corso un “perdurante conflitto tra politica e giustizia o di “spirale di contrapposizione tra politica e giustizia”, detto poi solo due giorni dopo il delirante videomessaggio televisivo di Berlusconi, non mi pare sia una posizione corretta e imparziale da parte del nostro massimo rappresentante istituzionale.
Come non ricordo di aver sentito dei moniti presidenziali quando Berlusconi ha usato termini offensivi e volgari contro la magistratura che non sarebbero permessi in nessun Paese civile e democratico.
Napolitano usa nella sua veste di garante, due pesi e due misure.
E poi vorrebbe che si facessero urgentemente delle riforme sulla Giustizia.
Ma si è chiesto il Presidente con chi si dovrebbe fare queste riforme?
Con questo centrodestra che ha come capo un pregiudicato?
Sarebbe come fare le leggi antimafia in collaborazione con Totò Riina!
E poi non ricorda il Presidente che di riforme sulla Giustizia i governi Berlusconi ne hanno già fatte oltre un centinaio con i risultati che sappiamo: impunità per i potenti con prescrizioni brevi, depenalizzazioni varie, vedi il falso in bilancio e altre vergogne.
Di contro hanno istituito il reato di clandestinità, la galera per i tossici, tant'è che nelle nostre disastrate carceri ci sono praticamente solo dei poveri cristi.
Questa sarebbe la Giustizia berlusconiana: forte con i deboli e debole con i forti.
E' QUESTA LA GIUSTIZIA CHE VORREMMO?
Il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, ha elencato sul “Fatto Quotidiano” il catalogo degli insulti che il Caimano ha riservato ai magistrati in questi ultimi vent'anni.
Eccone alcuni: “esseri antropologicamente diversi dal resto della razza umana – assassini – terroristi – faziosi – sadici – torturatori - menti distorte – folli - bugiardi – criminali vestiti da giudici - omuncoli bisognosi di una perizia psichiatrica - cancro da estirpare - maledetti dal Vangelo – golpisti - brigatisti che occupano le procure”.
Un frasario da TSO ( da Trattamento Sanitario Obbligatorio)
Leggendo questo elenco, mi viene da sorridere amaro quando penso che Berlusconi si dichiara capo dei moderati e del partito dell'amore.
E ora una domanda: chi conosce un altro Paese del mondo civilizzato in cui un leader politico inaugura la nuova sede nazionale di un nuovo partito, dopo aver ricevuto una condanna definitiva a 4 anni di carcere per frode fiscale ed ha pure altre pendenze giudiziarie che entro breve potrebbero concludersi con altre condanne?
Per quanto mi sforzi nella ricerca, questo Paese non lo trovo.
Purtroppo questo record negativo è solo nostro.
L'Italia è l'unico Paese in cui un delinquente taglia il nastro inaugurale di una sede nazionale di un partito con a fianco il ministro dell'Interno che applaude felice.
Pare una barzelletta, ma purtroppo questo è un fatto reale accaduto la settimana scorsa in questa repubblica delle banane!

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