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In
pratica veniva chiesto se questi aerei sono così necessari per la
nostra difesa.
Invece
non c'è stata nessuna sospensiva: il 27 settembre scorso, l'Italia
ha completato l'ordine definitivo dei primi sei cacciabombardieri per
i quali erano già stati versati degli anticipi e per il 2014 è già
previsto l'acquisto di altri sette F35, versando anche un anticipo di
60 milioni.
Come
vedete una presa in giro colossale per il Parlamento.
Il
ministero della Difesa va avanti nel programma di acquisizione di
questi aerei infischiandosi bellamente della decisione parlamentare,
Ma
il nostro ministro della Difesa, Mauro, come il suo predecessore Di
Paola, su questo programma non vuole recedere.
Mauro
ci ha pure spiegato che i cacciabombardieri F35 sono: “sistemi di
difesa avanzati che servono per fare la pace”.
Forse
ci crede tutti dei cretini.
Abbiamo
le scuole, gli ospedali, le città d'arte che cadono a pezzi, non
abbiamo asili nido a sufficienza e preferiamo spendere quasi 20
miliardi di euro per questi aerei da guerra iperteconologici di
ultima generazione, costosissimi strumenti di morte che allo stato
dell'arte non funzionano nemmeno, come ci dice il Pentagono
americano.
Vedete
voi se vi sembra una cosa seria.
Ed
ora il Tav Torino - Lione.
Di
quest'opera, ormai, si parla solo in termini di ordine pubblico.
La
Val di Susa è un territorio militarizzato.
E'
di fatto diventata una zona di guerra.
Da
una parte l'Esercito, le forze dell'ordine, dall'altra i NO Tav fatta
di gente normale, di famiglie valsusine che non vogliono l'opera, ma
anche di violenti infiltrati che usano tattiche di guerriglia.
Il
procuratore capo della Procura della Repubblica di Torino, Gian Carlo
Caselli, giudica la situazione esplosiva.
Del
Tav Torino – Lione, ormai si parla soltanto quando gli scontri tra
manifestanti si fanno più cruenti.
Dell'utilità
dell'opera, delle motivazioni che hanno fatto sollevare le
popolazioni locali, non si parla, sembra sia un tabù impenetrabile.
Ma
ecco che dalla Francia arrivano altre novità, dopo che la Corte
dei Conti francese a suo tempo aveva dichiarato l'opera inutile per
mancanza di traffico.
Per
i nostri cugini francesi, il Tav Lione – Torino, non è più una
priorità!
Lo
sostiene un rapporto del ministero dei Trasporti francese.
Il
documento analizza tutti i progetti autostradali, ferroviari e
marittimi su cui la Francia sta lavorando, dividendoli in tre gruppi.
Il
primo gruppo è quello delle “prime priorità”, da realizzare
tra il 2014 e il 2030.
Poi
ci sono le “seconde priorità”, opere realizzabili tra il 2030 e
il 2050. Infine i cosiddetti “progetti a orizzonte lontano”, che
si prevedono di realizzare dopo il 2050.
Ebbene,
il Tav Lione – Torino, è previsto tra le “seconde priorità”,
quindi dopo il 2040.
Per
ora non si fa, dopo il 2040 vedremo.
Per
esemplificare, siamo in questa situazione.
Se
Pordenone e Cordenons decidessero di costruire una nuova strada di
collegamento tra i due Comuni e per un qualsiasi motivo Pordenone
rinunciasse all'opera, anche Cordenons sarebbe costretto a fermare i
lavori all'interno del suo territorio, visto che se continuassero,
comunque la strada si bloccherebbe al confine con Pordenone che ha
rinunciato all'opera.
Mi
pare un'ovvietà
La
Commissione ministeriale francese voluta dal presidente francese
Hollande, conferma solo la realizzazione del tunnel di base previsto
nel progetto di collegamento con l'Italia.
MA
PER I FRANCESI, DEL SUPERTUNNEL DEL TAV TORINO – LIONE, SE NE
RIPARLERÀ TRA TRENT'ANNI.
Attualmente
sulla Torino – Lione passano 4 milioni di tonnellate di merci
l'anno.
La
linea esistente ne può portare almeno 20 milioni.
Secondo
il professor Marco Ponti del Politecnico di Milano, la saturazione di
questa linea ferroviaria non avverrà mai, visto che il traffico
passeggeri e merci in questi ultimi anni è diminuito e non sono
previste impennate future.
Se
questa nostra classe politica ormai squalificata ha ancora un
sussulto di dignità e pure di onestà, alla luce di questi fatti
deve bloccare l'opera.
Il
super tunnel Tav, Torino – Lione, deve seguire il destino del
“Ponte sullo Stretto” di Messina.
Semplicemente
non si deve fare.
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