lunedì 15 dicembre 2025

Meloni e il gioco delle tre carte

Ci ricordiamo la scena durante la campagna elettorale delle ultime elezioni politiche, dove Meloni è in un distributore di benzina e afferma con tono disgustato che sui 50 euro di benzina che ha pagato, 35 sono accise che il governo incassa. Una vergogna che le fece dire: “Se vinco le elezioni, le toglierò”.

Ora sono tre anni che sgoverna il Paese e cosa fa l’ex underdog della Garbatella? Fa come i giocatori delle tre carte nelle sagre paesane che intortano i gonzi. 

Dal 1° gennaio abbasserà le accise sulla benzina e le aumenterà identiche sul gasolio, facendo intendere ai tonti che è una partita di giro. Che lo Stato non ci guadagna.

L’Unione Nazionale Consumatore ha stimato, che allineando i 67,29 centesimi al litro delle accise tra gasolio e benzina, lo Stato ci guadagnerà l’anno prossimo 694,4 milioni di euro, perché i veicoli a gasolio sono oltre il doppio. Per cui diminuendo la benzina e aumentando il gasolio lo scambio non è alla pari. Sempre U.N.C. ha valutato che in questo modo, lo Stato incassa dal 2026 al 2030 circa 3 miliardi di euro. Soldi che devono sborsare gli automobilisti e i camionisti che notoriamente viaggiano a gasolio, con una probabilità che aumenti anche l’inflazione. E questo era il governo che prometteva la diminuzione delle tasse.

Questi numeri sono ricavati dalla relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio preparata dal governo Meloni e attualmente in votazione.

Io penso che gli imbonitori da fiera dovrebbero imparare dalla Meloni. Lei è davvero una professionista che con le chiacchiere fa diventare oro anche la c…a.

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