Ci ricordiamo la scena durante la campagna elettorale delle ultime elezioni politiche, dove Meloni è in un distributore di benzina e afferma con tono disgustato che sui 50 euro di benzina che ha pagato, 35 sono accise che il governo incassa. Una vergogna che le fece dire: “Se vinco le elezioni, le toglierò”.
Ora sono tre
anni che sgoverna il Paese e cosa fa l’ex underdog della Garbatella? Fa come i
giocatori delle tre carte nelle sagre paesane che intortano i gonzi.
Dal 1°
gennaio abbasserà le accise sulla benzina e le aumenterà identiche sul gasolio,
facendo intendere ai tonti che è una partita di giro. Che lo Stato non ci
guadagna.
L’Unione
Nazionale Consumatore ha stimato, che allineando i 67,29 centesimi al litro
delle accise tra gasolio e benzina, lo Stato ci guadagnerà l’anno prossimo 694,4
milioni di euro, perché i veicoli a gasolio sono oltre il doppio. Per cui
diminuendo la benzina e aumentando il gasolio lo scambio non è alla pari. Sempre
U.N.C. ha valutato che in questo modo, lo Stato incassa dal 2026 al 2030 circa
3 miliardi di euro. Soldi che devono sborsare gli automobilisti e i camionisti che
notoriamente viaggiano a gasolio, con una probabilità che aumenti anche l’inflazione.
E questo era il governo che prometteva la diminuzione delle tasse.
Questi
numeri sono ricavati dalla relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio preparata
dal governo Meloni e attualmente in votazione.
Io penso che
gli imbonitori da fiera dovrebbero imparare dalla Meloni. Lei è davvero una professionista
che con le chiacchiere fa diventare oro anche la c…a.
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