Purtroppo devo nuovamente interessarmi di Pietro Ciucci, amministratore delegato della Soc. Stretto di Messina che dovrebbe sovrintendere la costruzione del ponte sullo stretto. Ovviamente se il ponte si farà!
Nel frattempo
i vertici della società si sono coperti di oro.
Ciucci nel 2024 ha incassato 655mila euro, 296mila da ad del ponte, e 358mila dalla pensione come ex ad, direttore e presidente dell’Anas. Per chi non ricorda, Ciucci è sempre lui che da ad e presidente Anas si è licenziato come direttore generale, facendosi pagare anche l’indennità di risoluzione rapporto senza preavviso ed ha incassato per questo, quasi 800mila euro. In pratica, l’ad Pietro Ciucci ha licenziato in tronco il direttore Pietro Ciucci, senza dare il periodo del preavviso all'ad Pietro Ciucci che quindi ha dovuto riconoscergli l’indennità prevista dalla legge. Un capolavoro da applauso se non fosse che quegli 800mila euro erano soldi pubblici.
Ora il
Nostro può sommare la pensione agli emolumenti della società del ponte che
dirige, grazie ad una legge (pare su suo suggerimento) che ha tolto il divieto che precludeva il cumulo tra la pensione e uno stipendio.
Ora è molto probabile che il ponte sullo Stretto non si farà, visto tutte le
regole che sono state calpestate da Salvini e compagni, ma intanto i ricchi emolumenti
a questi continuano ad essere elargiti.
Ieri è stata inaugurata una linea ferroviaria in
Austria che collega Graz a Klagenfurt. E’ lunga
130 km con una galleria di 33 km e altre 11 più corte per un totale di 50 km,
con 100 ponti e permette di percorrere il tratto da Graz a Klagenfurt in 45
minuti invece delle tre ore precedenti.
Grazie a
questo, per andare da Udine a Vienna, ora si impiegano 5 ore e 23 minuti.
Ma quello
che mi ha impressionato sono i costi dell’opera: nel 2005 era di 5,4miliardi di
euro e il saldo finale nel 2025 è stato di 5,5miliardi!
In Italia sarebbero
stati triplicati ed io mi chiedo perché.
O forse lo
so, ma come dice il poeta, non ho le prove.
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