Ho trovato una bella intervista sul MV al presidente della Ance veneto, Alessandro Gerotto riguardo lo stato dei lavori delle strutture per le olimpiadi invernali Milano – Cortina, che inizieranno nel prossimo febbraio. Ecco i numeri che fanno impallidire.
Secondo il
presidente veneto dell’Associazione costruttori edili, le opere sono molte
indietro: “Allo stato attuale solo tre
opere sulle 25 previste in Veneto, risultano concluse, mentre ben 7, il 28%,
sono ancora in fase di progettazione. Il restante 60% è in esecuzione, ma solo
per il 40% di esse si prevede l’ultimazione entro inizio febbraio 2026”. Gli
altri interventi previsti verranno completati in futuro. Sono varie infrastrutture inerenti la
viabilità ferroviaria e stradale che verranno concluse dopo lo svolgimento dei
giochi, alcune anche dopo sette anni! Per oltre il 60% delle gare d’appalto con
la procedura aperta la media del ribasso è stato all’8%. E per il 76,5% delle
opere sono previsti dei subappalti.
Insomma una
situazione non molto gradevole (uso un eufemismo) con il rischio che l’Italia possa fare delle figure
barbine. Per Gerotto la causa di questa brutta situazione è dovuta alla
politica che non ha saputo programmare.
E qui mi
viene spontanea una domanda: Visto che il presidente veneto Zaia e il presidente
lombardo Fontana, quando il Cio ha assegnato le olimpiadi alle loro due
Regioni, hanno fatto salti di gioia e avevano rilasciato delle dichiarazioni
in cui sottolineavano con enfasi che le opere che serviranno per le olimpiadi con
loro sarebbero state portate avanti con grande successo. Noi siamo il Nord!!
Ora Zaia, e penso si trovi nella stessa situazione anche Fontana, sono accusati dagli addetti ai lavori di non saper programmare. Ma questo è il compito
primario di una politica seria.
Ma Zaia è
intoccabile. E' il Doge, lo si è visto anche alle ultime elezioni regionali. Così come lo è in Lombardia, Fontana. Evidentemente sanno “vendersi” bene.
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