Salvini sottolinea spesso che i suoi valori, simili a quelli della Meloni, sono: “Dio, Patria e Famiglia”. Anche recentemente lo ha ricordato un deputato della Lega alla Camera. Ora la Lega propone di rendere più difficoltosi i ricongiungimenti famigliari degli immigrati, naturalmente in possesso delle carte d’ingresso in regola.
Ma, allora
dovrebbe dire “Famiglia italiana”, visto che i congiunti ed i figli degli
immigrati e delle immigrate non vuole che entrino in Italia per ricongiungersi con le loro famiglie. Evidentemente le ritiene famiglie di serie B. E en passant. Meloni, che è sulla stessa onda di Salvini in cui viene ribadito che la famiglia è composta da un padre e da una madre, lei è quella che un tempo le donne nella sua condizione venivano chiamate: ragazze madri. La sua si può definire famiglia?
Ritornando a Salvini questo predica (in questo caso il termine è giusto) l’amore di Dio con in mano
crocifissi, corone del rosario eccetera. Si dichiara cattolico, anzi,
ultracattolico ed è affezionato al presepe. Tutto questo mentre spande odio
verso i diversi, che siano omosessuali, immigrati, islamici, gender,
Rom, poveri e altri ancora. Ma questo è contro l’insegnamento della Chiesa Cattolica,
che dice che siamo tutti fratelli, bianche, neri, rossi e gialli. E che nei
Vangeli c’è la parabola del buon Samaritano. Essere brutale come lo è Salvini contro
le minoranze e non solo di cui sopra, lo potrei fare io che non sono un credente,
ma sono, invece, in sintonia con la “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
nata il 10 dicembre 1948 promossa dall’Assemblea Generale dell’Onu e proclamata
a Parigi in cui tra l’altro recita: “Ogni
essere umano ha dei diritti inalienabili senza distinzioni di razza, sesso,
nazionalità, religione o opinione politica”. E' questa la nostra
civiltà che proviene dall’Illuminismo.
Poi c’è la “Patria”.
Il vicesegretario della Lega Vannacci si dice grande patriota, ma, purtroppo
per lui, è un ammiratore del ventennio mussoliniano, tant’è che è un fan della
X Mas di Junio Valerio, quello del tentato golpe fascista e uno dei fondatori
del Msi di cui fu presidente dal 1951 al 1953.
Io non
vorrei il patriota Vannacci difensore della mia Patria. Non mi sentirei sicuro e
poi, scusatemi, mi pare un ossimoro.
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