lunedì 1 dicembre 2025

Nordio, non ce la conti giusta

In questo post, come avevo promesso, vi volevo parlare delle scemenze molto pericolose per il comune cittadino inventate da Nordio. Ma oggi è emersa un’altra performance del Nostro che merita la priorità. Quella in cui il ministro della giustizia (con la “g” minuscola) ci dice che la ns. Costituzione ha già previsto che i pm siano sottomessi al governo. Una bugia colossale.

Ecco cosa dice la ns. Costituzione sull’autonomia della Magistratura.

All’art. 104, al comma 1 recita: “La Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Poi c’è l’art. 107: “I Magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull’ordinamento giudiziario”. Per cui la ns. Carta dice con chiarezza che la Magistratura, tutta, ovvero requirente e giudicante, fanno parte dello stesso ordine. Per cui, visto che Nordio è stato pm per 40 anni come spesso lo ricorda con orgoglio, le sue parole mi fanno pensare che ci troviamo davanti a problematiche umane che non conosco.

Vediamo dunque le sparate di Nordio alla convention di Noi Moderati per propagandare il “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pm. Soltanto il giudice è soggetto alla legge mentre il pm non ha le stesse garanzie. Infatti, Nordio ha detto che la riforma costituzionale “enfatizza ancora di più la figura del pm come organo autonomo e indipendente. Perché, con la Costituzione attuale, si dice che soltanto il giudice è soggetto alla legge”. Poi se la prende con coloro che voteranno “No” al referendum dandogli degli analfabeti sia ai politici che ai magistrati. “Ci troviamo davanti, purtroppo, a una tale ignoranza, sia in Parlamento sia nelle Aule di giustizia, che di fronte a queste premesse di dialogo diventa anche difficile. Con l’attuale riforma, invece, la figura del pm viene elevata allo stesso rango d’indipendenza e autonomia del giudice. Tutte le obiezioni rivolte al governo sono un processo alle intenzioni, secondo cui vorremmo sottomettere il pm al potere esecutivo. Sono dei trucchi verbali, trappole enfatiche che non hanno nessun fondamento”. E poi si duole che “simili sciocchezze vengano dette da alcuni magistrati”.

I sostenitori del “No”, temono che se vincesse il “Sì” il pm verrebbe sottomesso al governo anche senza una modifica costituzionale. Secondo molti, basterebbe una legge ordinaria. Basta sottrarre al pm il controllo della polizia giudiziaria i cui vertici rispondono ai ministri dell’Interno, Difesa ed Economia e le indagini dei pm si bloccherebbero. In questo modo il governo potrebbe fare la lista dei reati da perseguire dando ai pm le forze per fare la indagini. Mentre per certi reati, ad esempio quelli della razza padrona, il pm anche volendo perseguire i reati di lor signori, non lo potrebbe fare perché ha le armi spuntate visto che il governo non gli affiancherà nelle indagini le forze dell’ordine.

Apriamo gli occhi, dunque, prima che sia troppo tardi.

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