domenica 11 gennaio 2026

Terrorista o eroico patriota?

Quando qualcuno lotta con la violenza contro il governo del proprio Paese perché lo ritiene ingiusto, è un terrorista. Ma se poi vince diventa un eroe a cui si intitolano strade, scuole, piazze, eccetera.

E’ successo a Garibaldi condannato a morte dal Regno di Sardegna per essere un “pirata, guerrigliero e fuorilegge”. A Mazzini del quale Cavour diceva che era: “il capo di un’orda di fanatici assassini”. Per cui era stato condannato a morte. Il Conte austriaco Metternich scriveva di Mazzini: “Ebbi a lottare contro il più grande dei soldati, Napoleone (…), ma nessuno mi dette maggiori fastidi di un brigante italiano magro, pallido, cencioso, ma eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, astuto come un ladro, disinvolto come un commediante, infaticabile come un innamorato”. E anche per lui sono state dedicate strade, piazze, eccetera.

Per i fascisti della Repubblica di Salò i partigiani erano “banditi e terroristi da torturare e impiccare ai lampioni”. E poi uno di loro, Alessandro Pertini, diventò presidente della Repubblica.

Abbiamo studiato alle elementari il caso di Pietro Micca. Per i francesi era un terrorista, per gli italiani è morto da eroe sacrificando la sua vita per la patria. 

L’israeliano Menachem Begin, nel 1946 fece assieme ad altri la strage dinamitarda al King David Hotel. Ne seguì un’altra nel 1948 con la strage di 250 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin. Il capo dei 120 guerriglieri ebrei sionisti dell’Irgum era Begin, che piombarono nella notte  e uccisero tutti quelli che trovavano, per poi lasciare per strada i cadaveri smembrati, per terrorizzare tutti i villaggi vicini. Per questo episodio di inaudita violenza, Albert Einstein e Hannah Arendt chiamarono Begin: “un nazista, fascista, terrorista”. In seguito, Begin diventò primo ministro d’Israele, poi presidente della Repubblica e venne insignito nel 1978 anche del premio Nobel per la Pace.

Ci furono, come scrive Pino Corrias sul Fatto, altri personaggi che da terroristi divennero poi presidenti e capi di governo, per cui la differenza è una sola: se vinci la tua guerra diventi un eroe, se la perdi rimani un terrorista assassino.

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