Ecco un altro esempio di banditismo politico e mediatico: il caso della rappresentante dell’Onu per Gaza, Francesca Albanese.
I ministri
degli Esteri francesi e tedeschi cui si è accodato anche il nostro Tajani, hanno chiesto
le dimissioni dell’Albanese dal suo ruolo all’Onu, per una frase che lei non
ha detto, ovvero: “Israele è nemico dell’umanità”.
Mentre le sue parole sono: “Il nemico comune dell’umanità è il sistema che ha permesso il genocidio in Palestina. Con i media occidentali cha hanno amplificato la narrazione pro apartheid e pro genocidio, aiutati da chi controlla grandi capitali finanziari, algoritmi e armi.
Secondo il mio punto di vista è vero. Senza gli aiuti dell'Occidente, che è "buono" per antonomasia, Israele non avrebbe potuto fare questi massacri.
Mi sembra
che le vere parole che lei ha pronunciato siano aderenti alla realtà dei fatti e siano alquanto diverse da
quelle che vengono usate da questi farabutti, mediatici e politici per martellare
l’Albanese. Sono gli stessi poteri che non hanno mosso un dito contro i
massacri nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania che, anche dopo la
dichiarazione della tregua, continuano con oltre 500 morti. Ma i camerieri
trumpiani rimangono muti. Evidentemente questi piccoli uomini non hanno il
coraggio o la voglia di ribellarsi a questo genocidio. Però se trovano uno
spiraglio anche con delle fake news per screditare colei che denuncia senza
paura la realtà dei fatti, sono pronti ad usare tutti i loro mezzi che sono
tanti, come si vede anche senza etica, per distruggere la sua immagine di rappresentante
Onu.
Certo l’Albanese
è un personaggio spigoloso. Usa dei linguaggi appuntiti. Ma dopo che abbiamo criticato
pesantemente la politica e i media di usare dei metodi felpati per rendere più
digeribili fatti inumani, non credo che questo basti ad oscurare le sue
drammatiche denunce sul genocidio tutt’ora in corso in quella martoriata terra.
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