Nella Villa Lubin di Roma sede del Cnel, domina incontrastato Brunetta. Dopo aver speso soldi per dei tappeti rossi, lampadari, tendaggi e una dependance, ora vuole assumere altri 23 dipendenti di questo carrozzone pubblico, come lo dipingeva lui quand’era ministro della Pubblica Amministrazione, per cui aumentano le spese. Ha così chiesto alla presidenza del Consiglio di aumentare la grana a sua disposizione “con il solito spirito di collaborazione”. Brunetta è quello che solo qualche mese fa a fatto inorridire i cittadini perbene perché aveva deciso di auto aumentarsi lo stipendio portandolo dai 240mila euro ai 310mila annui. Poi questa manovra è stata bloccata (fino a quando?) dalla Meloni visto il sollevamento pubblico alla notizia.
Nel piano
triennale brunettiano, il fabbisogno di personale appena approvato dice che
questo serve perché “possa traguardare
gli ambiziosi e crescenti obiettivi prefissati”. Dice anche che “per l’anno appena iniziato è previsto
il reclutamento di un dirigente di seconda fascia, di sei funzionari e di otto
assistenti per un costo di 600mila euro.” E poi “la pianificazione dei fabbisogni e delle assunzioni potrà meglio
consentire a questo Organo di rilievo costituzionale di continuare ad operare
nell’ambito delle iniziative di rilancio, poste in essere già da tempo”.
Siete ancora vivi?
Finisco con
una considerazione: Brunetta da ministro diceva che il Cnel bisogna abolirlo
perché era un carrozzone inutile, oggi che ne è presidente ne vuol fare un
carrozzone dorato.
Naturalmente
con denaro pubblico.
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