giovedì 5 febbraio 2026

Fuori sede non si vota

Si dice che il voto popolare è il più importante momento nelle democrazie liberali. Tutti i partiti si lamentano che i cittadini elettori calano sempre di più e di questo la democrazia ovviamente ne soffre.

Eppure questa destra al potere ha voluto escludere dal referendum di marzo quasi 5 milioni di elettori. Sono studenti, lavoratori, o malati accompagnati dai propri parenti costretti a curarsi fuori dalla regione di appartenenza. Pd, M5S e AVS hanno chiesto perché questo vulnus alla democrazia sia sanato, facendo votare per corrispondenza o tramite social, ma gli ipocriti della destra hanno risposto che non c’era il tempo per organizzarsi in tal modo. Evidentemente non ci avevano pensato prima perché non volevano che questi 5 milioni di cittadini votassero al referendum. Eppure, gli studenti e i lavoratori fuori sede, avevano votato alle elezioni europee del 2024, per i referendum sulla Cittadinanza e sul Lavoro nel giugno scorso. Il motivo di questo grave strappo democratico è voluto da questa destra perché, secondo alcuni sondaggi, la stragrande maggioranza di questi milioni di elettori fuori sede, avrebbe votato al referendum No.

Insomma, per Meloni & C. la volontà popolare vale solo se è utile ai loro disegni. Io personalmente penso che questo fatto sia una grande vergogna.

Quando sentirò qualche esponente di questa maggioranza lamentarsi per la poca partecipazione al voto degli italiani, mi sento autorizzato a sputargli (scusate il francesismo) in faccia.

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