venerdì 6 febbraio 2026

Perché votare No

Ho letto una bella intervista sul Fatto dell’ex presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, riguardo alla separazione delle carriere dei magistrati che sarà sottoposta a referendum confermativo il 22-23 marzo.

Domanda del giornalista: qual è il punto più critico della riforma? Cassano risponde: “si introduce la separazione delle carriere senza che questa riforma indichi cosa accadrà dopo. Sarà il legislatore ordinario (il Parlamento) a stabilire se pm e giudici parteciperanno a un concorso unico, se avranno un’unica formazione o meno”.

Domanda: Per i sostenitori del Sì  con questa separazione la terzietà del giudice sarà rafforzata. Lei risponde: “Se questa è la premessa, non si comprende perché poi questi due cammini distinti si incontrano nell’Alta corte disciplinare, che si occuperà dei procedimenti disciplinari a carico sia del giudice che dei pm. (…) Un altro aspetto singolare   è che possono diventare giudici di Cassazione pm con 15 anni di servizio. Fino a quel momento si sono occupati solo di indagare, ma possono lavorare come giudici nell’organo supremo che deve assicurare la corretta applicazione della legge. Qual è la coerenza?”.

Domanda: Lei sta smontando i pilastri della riforma. Risposta: “Questi profili incidono sulla razionalità e sulla tenuta della riforma stessa”.

Domanda: Ci saranno due Csm, uno per i pm e uno per i giudici. Conseguenze? Risposta: “La valutazione sulla professionalità dei pm svolte da un Csm solo di pm potrebbero portare a valorizzare una visione del pm che è bravo solo se ottiene il maggior numero di condanne, con la conseguenza di tentazioni forcaiole, a detrimento dei diritti fondamentali della persona. L’attuale Csm unico, composto da 15 giudici e 5 pm, garantisce, attraverso il confronto sulle regole, che ci siano le competenze per avere un giusto processo”.

Domanda: Con il sorteggio, dicono i fautori del Sì, finisce la correntocrazia. Risposta: “Intanto il sorteggio secco (di tutti i circa 10mila magistrati) riguarda solo i membri togati del Csm, mentre i laici saranno sorteggiati da un elenco di prescelti dalla (maggioranza) del Parlamento. Ma se si pensa che i magistrati non abbiano la capacità di scegliere i futuri componenti del Csm, allora non dovrebbero neppure amministrare giustizia. E sarebbero gli unici estratti a sorte”.

Dopo questa intervista, mi piacerebbe se qualche fautore del Sì mi spiegasse che ciò che ha detto la Cassano non è vero, siano menzogne corporative e me lo dimostra con degli argomenti inconfutabili, io cambio idea e voterò Sì al referendum. Se invece le parole della Cassano sono la realtà dei fatti e quindi non smentibili, penso che coloro che dicono che questo è solo il primo passo per portare sotto il governo i pm, hanno ragione per cui è un passaggio molto delicato della nostra democrazia e dobbiamo usare il cuore e il cervello e far vincere il No.

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