sabato 21 febbraio 2026

Meloni bugiarda seriale!

Meloni è una bugiarda seriale e ne ho le prove. Per cercare di vincere il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati e ingannare i gonzi, è capace di mentire sapendo di mentire.

Ecco due esempi.

Il primo riguarda l’algerino irregolare, Redouane Laaleg. Il  giudice ha condannato lo Stato a pagargli 700 euro di danni. Meloni dopo la sentenza se l’è presa con questo giudice sparando la solita litania che è un giudice rosso politicizzato. Ecco in breve la storia di questo processo. Questo algerino è stato 11 volte arrestato, 23 volte condannato e due volte espulso per “pericolosità sociale”. Ma in realtà questo algerino non si è mai mosso dall’Italia, anche se nessun giudice ha vietato di espellerlo dal Paese. Per cui è il governo che non lo ha espulso. A questo Redouane Laaleg è stato comunicato che sarà trasferito a Brindisi. Mentre poi lo hanno portato nel centro in Albania. Ma per rimpatriare un irregolare bisogna essere in Italia. E così il suo avvocato ha chiesto al giudice Bile (ex consulente di Berlusconi) e ottenuto anche un risarcimento danni per i giorni che ha dovuto passare nel centro albanese mentre gli avevano comunicato che la destinazione era Brindisi. Chi ha sbagliato in questa faccenda? E’ evidente, il governo Meloni che non ha riportato in Algeria l’extracomunitario dopo due sentenze di espulsione.

Il secondo riguarda la sentenza del tribunale civile, ripeto civile, di Palermo in cui lo Stato ha dovuto risarcire per un totale di 90mila euro, la nave dell’ong Sea Watch, al risarcimento per il sequestro della nave capitanata dalla tanto vituperata Carola Rakete, colpevole  di aver salvato vite umane nel Canale di Sicilia. Nel 2019, contro il divieto del Viminale, la SeaWach per entrare in porto con i migranti, speronò pure una motovedetta della GdF.

E qui la Meloni, Salvini e altri del cucuzzaro di destra, si sono superati gridando allo scandalo: una nave che entra prepotentemente in un porto cui non era consentito entrare, non solo non è stata condannata, ma lo Stato italiano deve risarcire con moneta sonante la Sea Wach dopo lo speronamento al mezzo della GdF. Ecco come sono andate le cose per avere questo risultato. La sentenza non entra nel merito del fatto e non cita neanche lo speronamento. E’ un tribunale civile! Entra nel fermo della nave e il giudice non dice che era illegittimo. Ma qui casca l’asino. SeaWach fa ricorso contro il sequestro al prefetto di Agrigento che, non ha replicato dopo 10 giorni come impone la legge per confermare o revocare il fermo. E così quei 10 giorni di silenzio - assenso hanno reso nullo il fermo. Ma la nave invece restò bloccata in porto per due mesi. E così il giudice ha sentenziato che lo Stato, (per sua mancanza) deve risarcire questi 60 giorni di fermo non dovuti se il prefetto agrigentino avesse risposto alla Seawach nei 10 giorni previsti dalla legge.

Questi sono i fatti nudi e crudi. I fatti sono così lineari nel suo svolgimento che serve una buona disonestà intellettuale per gridare allo scandalo. Cosa centrino queste due sentenze per gridare che se vincesse il Sì al referendum, questo non avverrebbe, è una presa per i fondelli. Serve solo a imbrogliare i creduloni.

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