Volevo non interessarmi più delle mattane di Nordio. Ma sono costretto dopo che ha dato dei para mafiosi ai magistrati del Consiglio superiore della magistratura. Per scusarsi, il nostro ometto ha affermato in maniera tragicomica che la stessa parola l’aveva già usata il pm Nino Di Matteo. Questa bufala è stata praticamente inventata da Nordio. E’ degna di un bugiardo patologico. Di Matteo non parlava solo delle correnti togate, ma anche dei maneggi politici.
Nino Di
Matteo era contrario alla separazione delle carriere. Infatti, nella sua
carriera ha fatto prima il giudice del tribunale, poi il giudice istruttore e
poi il pm.
Come scrive
nel suo editoriale Travaglio: “Nel 1992 e nel 1994 (Di Matteo) firmò due volte
un appello con centinaia di pm dell’Anm “contrari
alla divisione delle carriere dei magistrati requirenti e giudicanti”, perché
“l’indipendenza del pm dall’esecutivo e
l’unicità della magistratura ha rappresentato in concreto, una garanzia per
l’affermazione della legalità e la tutela dell’uguaglianza dei cittadini
dinanzi alla legge e la possibilità di passare dalle funzioni giudicanti a
quelle di requirenti e viceversa, è un’occasione di arricchimento professionale
e ha consentito al pm italiano di mantenersi radicato nella cultura
giurisdizionale”. Dunque “ Il nostro
impegno potrà continuare nelle attuali funzioni solo se sarà ancora riconosciuta
al pm la funzione di effettiva difesa della legalità”. Questo per quanto
riguarda Di Matteo. Ma ora devo ricordare , sempre grazie a Travaglio, che nel
2010, Nordio ha scritto un libro con Giuliano Pisapia, “In attesa di giustizia” ed Guerini. Nel libro ridicolizzò la
separazioni delle carriere come “un
problema secondario che non merita di invelenire ulteriormente i rapporti tra
Parlamento, avvocati e magistrati”, perché “l’urgenza più immediata è ridare alla giustizia un minimo di
efficienza e la separazione delle carriere non ha nulla, ma proprio nulla a che
vedere con il funzionamento celere e incisivo della macchina giudiziaria”.
Forse il
Nordio che ha scritto il libro, era un suo avatar.
Nessun commento:
Posta un commento