martedì 3 marzo 2026

Calamandrei e la Costituzione

Quando la magistratura inquisisce un politico, la politica con la “p” minuscola, parla di invasione di campo. Evidentemente si ritengono al di sopra della legge che i comuni cittadini sono tenuti a rispettare.

Questa è la motivazione logica del referendum che ha indotto piccoli politicanti a fare questa porcata della separazione delle carriere dei magistrati che cambia 7 articoli della Costituzione e nasconde una trappola molto pericolosa per i comuni cittadini. Perché questa è una resa dei conti di questa classe politica contro la magistratura. Per capire di cosa sto parlando e della pericolosità che questa venga cambiata peggiorandola, ecco il testo del messaggio di uno dei padri costituenti, Piero Calamandrei, che il 26 gennaio del 1955 scrisse: “Se voi volete andare in pellegrinaggio dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. Dietro ogni articolo della Costituzione, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta”.

Io penso che coloro che hanno ancora la fiamma che riporta al ventennio fascista nel loro simbolo partitico, non condividano queste parole che sono come pietre.

Pensiamoci quando andremo a mettere la croce sul Sì o sul No.

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