A proposito dell’obbligatorietà dell’azione penale. Ecco cosa stanno studiando questi politicanti al governo per togliere autonomia ai pm senza cambiarla formalmente. Il ministro Nordio la vuole perché dice: “C’è una disomogeneità da Procura a Procura sulle priorità dei reati da perseguire: la Procura X la dà ai delitti contro le donne, un’altra a quella dei colletti bianchi, una terza all’ambiente. Ognuno fa quello che le pare”. E questa sarebbe la tomba dell’autonomia della magistratura sugli altri poteri dello Stato, anche se formalmente rimane ancora in Costituzione.
Per cui è
già pronta una proposta di legge pronta ad esaudire i desiderata di Nordio. E’
firmata dal forzista Pierantonio Zanettin e dalla leghista Erika Stefani. E
composta da due pagine e sei articoli. Quello che fa rabbrividire è l’art. 5
che aggiunge sotto il titolo: “Relazione al Parlamento” che detta le regole per
il discorso che ogni anno viene tenuto dal ministro della Giustizia alla Camera
e al Senato. Dopo le parole già esistenti:
“Programmi legislativi del governo in
materia di giustizia per l’anno in corso”, viene aggiunto il comma mortale:
“nonché sull’applicazione dei criteri
nell’esercizio dell’azione penale”. Tradotto: i reati che dovranno
perseguire i pm, in futuro devono essere autorizzati dal governo. E così
l’autonomia della magistratura è andata a farsi fottere per usare un
francesismo. E diventa formalmente come in Russia, Corea del Nord, Iran, Cina e
aggiungo Ungheria, come ho scritto nel post del 27 febbraio: “E’ una china
pericolosa”
Io accetto
scommesse che se vincesse il Sì e quindi
questa proposta della maggioranza andasse in porto, i reati tipici della razza padrona
e della classe politica come la corruzione non saranno più delle priorità.
Alla faccia
dell’underdog della Garbatella che tanto amava il pm Borsellino.
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