Ma come può scatenare un clamoroso putiferio politico un intervento in una Tv russa in cui un giornalista straparla con parole offensive verso la premier Meloni e il presidente Mattarella.
Il ministro
degli Esteri Tajani ha convocato l’ambasciatore russo per far arrivare al
Cremlino la nostra protesta contro le stupidaggini pronunciate da questo
giornalista.
E questo
energumeno non fa parete delle istituzioni russe. E’ un anchorman che ha fama di essere putiniano.
Mentre, ad
esempio, Mattarella ha paragonato la Federazione russa alla Germania nazista. E
anni fa l’ex ministro degli Esteri Di Maio, ha chiamato Putin un animale.
Senza
dimenticare le ingiurie di Biden, Kallas e von der Leyen che a più riprese
hanno riservato all’autocrate criminale russo.
Non si vuol
parlare con i russi che sono espulsi dal consesso delle nazioni, mentre gli
israeliani e gli Usa guidati da quei criminali di Netanyahu e Trump, non sono
in discussione. Addirittura è nata una grossa querelle sia a Roma che a Bruxelles, sulla partecipazione russa
alla Biennale di Venezia. Mentre non si sente nessun lamento per la
partecipazione israeliana e americana, colpevoli di genocidio e massacri vari
nel mondo.
La
situazione, come diceva qualcuno, è grave, ma non è seria.
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