Ma che Paese è questo. Due fratelli che guidano una grande gruppo imprenditoriale creato dal loro padre con leggi “ad personam”, corrompendo giudici, politici, finanzieri, testimoni, finanziando la mafia, falsificando bilanci, e dulcis in fundo, frodando il fisco, per cui è stato condannato a 4 anni di carcere, ha convocato a Cologno Monzese sede di Mediaset, il vice presidente del Consiglio dei ministri, nonché segretario di FI, Tajani, come si fa generalmente con i propri sottoposti.
Marina
Berlusconi è a capo di un’azienda editoriale tra le più grandi d’Europa, “grazie”
alla corruzione di magistrati con cui suo padre, il Caimano, ha sfilato la
Mondadori a De Benedetti. Questi fece ricorso in sede civile, e Berlusconi gli dovette
pagare una penalità di oltre 500 milioni di euro.
Ora i
fratelli Berlusconi garantiscono con una
fideiussione di 90 milioni di euro FI, che senza questa il partito chiuderebbe.
Questo permette loro di essere i “padroni” del partito fondato da loro padre.
E quindi in questi
giorni è partito un loro ordine per il cambio dei capigruppo in Parlamento, defenestrando
Gasparri alla Camera (che non sentiamo la mancanza) sostituendolo con Stefania
Craxi e Paolo Barelli al Senato sostituendolo con Enrico Costa. Sono i padroni
e lo possono fare…
Ma quello
che dovrebbe far incazzare i cittadini è il fatto che un’azienda privata
attraverso i fratelli Berlusconi non eletti in nessun luogo, diano ordini ad un
partito che è al governo. Questo potrebbe succedere solo nel Paese di
Pulcinella!
Nell’incontro
di Cologno Monzese erano presenti Gianni Letta, a suo tempo il consigliori di
Berlusconi padre, poi Danilo Pellegrini amministratore delegato Finivest, Pier
Silvio e Marina Berlusconi. E naturalmente Tajani, vice presidente del
Consiglio e ministro degli Esteri nonché segretario di FI. Sembra una riunione
aziendale non vi pare?
In una vera
democrazia non può funzionare così.
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