martedì 14 aprile 2026

Paese di Pulcinella

Ma che Paese è questo. Due fratelli che guidano una grande gruppo imprenditoriale creato dal loro padre con  leggi “ad personam”, corrompendo giudici, politici, finanzieri, testimoni, finanziando la mafia, falsificando bilanci, e dulcis in fundo, frodando il fisco, per cui è stato condannato a 4 anni di carcere, ha convocato a Cologno Monzese sede di Mediaset, il vice presidente del Consiglio dei ministri, nonché segretario di FI, Tajani, come si fa generalmente con i propri sottoposti.

Marina Berlusconi è a capo di un’azienda editoriale tra le più grandi d’Europa, “grazie” alla corruzione di magistrati con cui suo padre, il Caimano, ha sfilato la Mondadori a De Benedetti. Questi fece ricorso in sede civile, e Berlusconi gli dovette pagare una penalità di oltre 500 milioni di euro.

Ora i fratelli Berlusconi garantiscono con  una fideiussione di 90 milioni di euro FI, che senza questa il partito chiuderebbe. Questo permette loro di essere i “padroni” del partito fondato da loro padre.

E quindi in questi giorni è partito un loro ordine per il cambio dei capigruppo in Parlamento, defenestrando Gasparri alla Camera (che non sentiamo la mancanza) sostituendolo con Stefania Craxi e Paolo Barelli al Senato sostituendolo con Enrico Costa. Sono i padroni e lo possono fare…

Ma quello che dovrebbe far incazzare i cittadini è il fatto che un’azienda privata attraverso i fratelli Berlusconi non eletti in nessun luogo, diano ordini ad un partito che è al governo. Questo potrebbe succedere solo nel Paese di Pulcinella!

Nell’incontro di Cologno Monzese erano presenti Gianni Letta, a suo tempo il consigliori di Berlusconi padre, poi Danilo Pellegrini amministratore delegato Finivest, Pier Silvio e Marina Berlusconi. E naturalmente Tajani, vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri nonché segretario di FI. Sembra una riunione aziendale non vi pare?

In una vera democrazia non può funzionare così.

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