Come sappiamo il recente referendum sulla magistratura ha vinto il No. Un No deciso. I cittadini hanno capito che questa riforma costituzionale non cambiava nulla nella gestione dei processi, ma solo il futuro dell’autonomia della magistratura verso il potere politico che veniva messa in pericolo. Se invece si vuole davvero riformare la Giustizia penale, si potrebbero pensare a modifiche efficaci. Il problema più fuorviante è che il processo penale non sia abbastanza garantista. Mentre lo è in abbondanza visto che è incentrato in ben tre gradi di giudizio e le prove di accusa si formano nel contraddittorio con la difesa.
Ora però
voglio fare un gioco ovvero: se facessimo un referendum su questi temi cosa
voterebbero gli elettori?
Ecco alcuni
spunti di riforma ricavati da uno scritto di Antonio Patrono sul Fatto.
1) Rendere meno agevole la possibilità
di appellarsi dopo una condanna in primo grado com’è nella tradizione
giudiziaria nei Paesi anglosassoni. Oggi abbiamo tre gradi di giudizio e chi
può permettersi degli agguerriti avvocati, questi qualche cavillo lo trovano e
quindi allungare i tempi del processo per arrivare all’agognata prescrizione
del reato. Per cui, dopo il primo grado di giudizio, escludere la prescrizione
così da rendere meno convenienti i vari Appelli. Tutto questo era previsto
dalla riforma Bonafede nel governo Conte.
2) Vietare all’imputato la possibilità di mentire ai giudici, come nei Paesi in cui
vige il giusto processo. In questi Paesi se l’imputato mente, il codice prevede
gravi pene.
3) Ora, se si intercettano
legittimamente delle conversazioni indagando su un reato, non si può procedere
su eventuali altri reati che dovessero emergere. Infatti, se si sequestra uno
strumento informativo per trovare prove di un reato, non si possono utilizzare
prove di altro reato che pur vi si trovano, e in futuro analoghe limitazioni si
vogliono proporre per le prove ottenute con i più moderni strumenti biometrici
di localizzazione, per cui, ad esempio, se si dovesse scoprire dove si trova un
pericoloso latitante individuato per caso cercandone un altro, questa prova non
si potrebbe utilizzare.
4) E per rendere il processo più veloce,
che grazie come scritto nel punto 1 è di una lentezza straniante, si dovrebbero
dare degli incentivi per concluderlo rapidamente, anche quando l’esito appare
scontato in partenza.
Sono poche
cose , ma sarebbe un buon inizio se alle prossime elezioni vincesse il “campo
progressista”.
Domanda
finale: Se si chiamassero i cittadini e chiedere loro se sono favorevoli a
queste riforme cosa voterebbero?
Io penso che
le persone perbene, anche se il tema è difficile per i non addetti al lavoro,
voterebbero a stragrande maggioranza, Sì.
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