Da tempo Salvini chiede insistentemente la poltrona di ministro dell’Interno sostituendo Piantedosi. E dopo i problemi d’amore del ministro dell’Interno, la richiesta salviniana si è fatta più pressante. Sembra che l’endorsement della Claudia Conte abbia “giocato” a favore di Salvini, perché la poltrona di Piantedosi è diventata più traballante. Pare che il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture gli scotti. Vuole andarsene da quel ministero il prima possibile. Perché?
Forse la
risposta sta nel core business che si
è dato il leader leghista nella sua azione di governo: il Ponte sullo Stretto.
Ormai lo
sanno anche i sassi, il Ponte non si può fare. Per cui fra qualche tempo la
Corte dei Conti potrebbe chiedergli conto del denaro pubblico speso finora,
come il costo della Società Ponte sullo Stretto capitanata da Ciucci, con
decine di dirigenti e dipendenti che costano diversi milioni di euro annui.
Non si
possono spendere soldi pubblici per una fregola personale. E il Ponte sin
dall’inizio era chiaro per chi ragiona lucidamente fosse un’utopia. Non ci sono né
le capacità tecniche, né l’area adatta per una simile struttura.
Comunque,
come si dice in questi casi: chi vivrà vedrà.
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