La figlia del Caimano, Marina, sta entrando a piedi uniti nel mondo della politica. E vuole diventare la paladina dei diritti civili.
Lei dice di
essere liberale e vorrebbe che tra le sue fila entrasse l’acchiappa voti
(ironico) Calenda. Le idee che porta in FI, il partito di cui è padrona, sono
molto ghiotte: sulla bioetica, sull’aborto, sul suicidio assistito, sulla cittadinanza
agli stranieri e via elencando. E sono tutti li ad applaudire. Ovviamente la
Berlusconi usa la chiave che apre tutto per gli orfani del Caimano che non si trovano solo nel centrodestra: porto i “valori
“ di mio padre!
A questo punto
ho dei dubbi sulle sue proposte sui diritti civili.
Berlusconi
padre è quello che nel 2009 da capo del governo ha sottoscritto la Carta dei
Pro Vita contro l’aborto. Fece un decreto legge, che il presidente Napolitano
respinse per manifesta incostituzionalità, quando la Cassazione decise che ad
Eluana Englaro fossero tolte, su richiesta del padre, l’alimentazione e l’idratazione
forzata per lasciarla andare in pace. Disse su Eluana anche una frase
mostruosa: “Eluana è una persona che
respira, che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio”. Ributtante. Che
era un frequentatore in prima fila ai Family Day. Con alle spalle divorzi ed
una vita amorosa piuttosto “strana”. Insomma, se la figlia di cotanto padre dice
che lei segue i suoi valori, penso che le idee che oggi propone, usando solo un
minimo di buonsenso, siano una grossolana presa per il culo.
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