Dopo aver detto no all’ex cancelliere tedesco Schroeder proposto da Putin come mediatore nella guerra in Ucraina, la rappresentante dell’Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha dichiarato che: “La Russia non sta negoziando in buona fede”.
Devo dire
che in questo caso sono d’accordo con la Kallas, visto che l’ex cancelliere è
oggi un dirigente di alto livello in aziende statali russe. Poi sempre la
Commissaria aggiunge che: “non è
saggio dare a Putin il diritto di
nominare un negoziatore al posto nostro”.
Comunque
russi ed europei si dovranno prima o poi sedersi ad un tavolo per una
trattativa di pace in Ucraina. E quindi dovranno trovare il diplomatico che
rappresenti l’Ue, gradito a tutti.
Questo è il primo passo verso la pace che l’Ue fa dopo quattro anni di
guerra e di chiusura totale contro Putin. La realpolitik lo esige. La pace si fa con il nemico.
Io penso, al
di la di tutte le elucubrazioni che si possono fare, la Russia non sia il
nostro nemico da cui difendersi, visto che dopo quattro anni non è riuscita a
conquistare neppure tutto il Donbass, ma gli Usa che ci stanno strozzando con i
dazi, con la richiesta di Trump di aumentare le spese militari al 5% e con gli
acquisti di armi loro e di gas che paghiamo il quadruplo rispetto al prezzo che
scontavamo un tempo dalla Russia.
Quando
questa guerra finirà, io penso che si debba bussare alla porta di Putin e
ritornare ad acquistare l’energia da lui.
Se non lo
facessimo saremmo degli idioti, oppure coloro che istituzionalmente hanno l’onore
e l’onere di fare questo passo, hanno interessi nascosti e non vogliono che la
loro pacchia finisca.
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