giovedì 7 maggio 2026

Povera italietta

I soliti politicanti parolai ci spiegano che serve per il momento difficile cui stiamo vivendo sul versante energia, il ritorno al nucleare. Anche se non sappiamo ancora cosa fare delle scorie prodotte nelle quattro centrale dismesse diversi decenni fa dopo i referendum che hanno bloccato il nucleare in Italia.

Oggi sembra che l’energia nucleare con poche scorie sia a portata di mano. Anzi ci dicono che è pronto quello di quarta generazione, qualunque cosa voglia dire. Infatti le centrali nucleari oggi sono sempre quelle a fissione dell’atomo che producono molte scorie radioattive. La fusione è ancora al di la da venire. Comunque i tempi per costruire nuove centrali di quarta o quinta generazione, abbondiamo, saranno pronte tra quindici / vent’anni. Ma noi abbiamo ora la necessità di energia e quella meno pericolosa e meno inquinante sono quelle rinnovabili ovvero, sole e vento che nel nostro Paese  non mancano. Ci sono circa 4mila richieste per il fotovoltaico che il ministero tiene bloccate. Mentre noi paghiamo l’energia elettrica che serve alle industrie e alle nostre case, più del doppio della Spagna. E questo perché gli iberici hanno scelto le rinnovabili da tempo.

E poi c’è la storia che coinvolge il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia, il quale da direttore del Cern di Ginevra, è poi diventato presidente dell’italiana Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. L’Enea di Rubbia ha ideato un progetto di una centrale solare termodinamico, che ha sperimentato con un impianto pilota a Priolo in Sicilia. Era il 2004 e il governo di allora ritenne di non sostenerlo. Fu allora che il nostro Nobel si dimise da presidente Enea e cominciò la collaborazione con la Ciemat, l’Enea spagnola. E così il suo progetto che chiamò Archimede, lo adottò la Spagna e in pochi anni ha costruito 24 centrali solari con il brevetto di Rubbia. E’ stato calcolato che queste centrali solari si pagano in 6 anni ed hanno una vita di almeno trent’anni. Un buon affare!

Per cui abbiamo un Nobel italiano che ha brevettato una centrale solare economicamente e ambientalmente sostenibile, che però viene sfruttato dalla Spagna che ha creduto nel progetto di Rubbia.

Povera italietta.

 

Nessun commento: