mercoledì 3 giugno 2026

Ancora sul nucleare

Per rendere più chiara la questione nucleare, c’è un articolo di Alfiero Grandi sul Fatto che aggiunge nuovi argomenti contro questa fonte di energia.

Sta iniziando alla Camera l’esame sulla proposta del governo per ritornare al nucleare. E questo non si potrebbe fare. Sarebbe un vulnus per la Democrazia. I cittadini hanno detto No al nucleare di fissione nei referendum del 1987 e del 2011. La Corte Costituzionale ha chiarito nel 2012 (sentenza 199 Tesauro) che le materie abrogate con referendum, se non ci sono delle nuove scoperte che cambiano il quadro, non si possono proporre con una legge. E il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, alla Camera ha chiarito che questo nucleare non è nuovo rispetto ai tempi dei referendum abrogativi del passato.

C’era anche un emendamento proposto al governo che escludeva il nucleare per la guerra. Ma il governo l’ha bocciato. Quindi questo governo non vuole riaprire la questione nucleare solo per esigenze civili, ma vorrebbe anche costruire la bomba atomica, per capirci, quella che gli Usa non vogliono che la costruisca l’Iran. Da brividi.

Vogliono gli SMR (Small Modular Reactors) reattori nucleari di potenza fino 300 MW. Se pensiamo che la centrale sul Garigliano in smantellamento dopo decine di anni, produceva 160 MW… Gli SMR non sono quei giocattoli grandi poco più di un autotreno facili e sicuri da posizionare come ci vengono descritti. Sono pericolosi per i rischi di attentati e producono come le centrali normali montagne di scorie. Scorie che, come sappiamo, ancora dopo trent’anni non riusciamo a smaltirle e ci costano diverse centinaia di milioni di euro annui.

Il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, ci parla spesso del nucleare di quarta generazione che è sicuro, ma che purtroppo non esiste. Addirittura sostiene che sono così sicure che le metterebbe anche nel suo giardino. Fortunatamente non sono un suo vicino!

Per cui tirando le somme, Meloni & C. rivogliono il nucleare di fissione. Con costi taroccati. Il fotovoltaico e l’eolico costano molto meno, si veda la Spagna dove l’energia costa molto meno, perché ha puntato sulle rinnovabili. Per i buchi che potrebbero nascere visto che non sempre c’è il Sole o il vento, con gli accumuli (batterie) di Terna e l’idroelettrico si potrebbe riequilibrare il bisogno di energia, con costi enormemente minori e anche sicuri, che non è così secondario.

E’ questa la strada da percorrere.

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