martedì 2 giugno 2026

Nucleare: un imbroglio

Sul nucleare siamo alla malafede più spudorata.

All’assemblea della Confindustria, la Meloni nel suo intervento ha tra l’altro detto: “Vogliamo perseguire sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, puntando sulle tecnologie più innovative con i mini reattori modulari, che ci consentono di avere maggiore sicurezza, ma anche a costi più bassi. Entro l’estate sarà approvata la legge delega e poi saranno adottati i decreti attuativi. Non ho dubbi che la ripresa della produzione nucleare in Italia sia un obiettivo alla nostra portata e non ho dubbi sul fatto che può rappresentare una svolta per la nostra competitività”. Un mucchio scandaloso di menzogne. Le parole della presidente del Consiglio possono far pensare che questi mini reattori siano in costruzione e pronti entro breve. Mentre esistono solo degli studi e qualche prototipo, e quindi spacciare questi reattori modulari come fossero pronti domani è una grossa balla. Se tutto dovesse procedere normalmente, per metterli in funzione occorrerebbero almeno 15/20 anni. Come è una menzogna sparare che questi eventuali reattori sono sicuri e a basso prezzo. Non è vero niente, il nucleare che conosciamo è pericoloso e costosissimo, oltretutto non possediamo l'uranio, la materia prima per produrre. Affermare che il nucleare possa riuscire a mitigare gli effetti della guerra e la carenza di gas russo, è una presa per i fondelli. E poi i rifiuti. Non abbiamo ancora trovato i siti definitivi di stoccaggio delle scorie prodotte dalle nostre centrali dismesse negli anni novanta. L’Euratom   aveva fissato la data di agosto 2015 per individuare i siti nazionali adatti per ospitare questi impianti che dovranno essere di alta sicurezza per la salute delle popolazioni interessate. La società pubblica Sogin aveva individuato 100 siti poi ridotti a 51. L’autorizzazione è per realizzarli entro il 2029 ed entrare in funzione nel 2039. Ma tutt’ora il governo non ha comunicato dove sarebbero i luoghi prescelti per i siti di stoccaggio. Evidentemente è un argomento piuttosto spinoso elettoralmente.

Insomma, spacciare come fosse un salvagente per la tempesta energetica che stiamo attraversando, è un grande abbaglio collettivo e la classe politica che la cavalca, è deficiente oppure disonesta. Io personalmente propendo per la seconda.

Forse prima dei mini reattori, potrebbe entrare nelle possibilità oggettive la FUSIONE NUCLEARE che produce meno scorie ed è molto più sicura rispetto alla FISSIONE.

Ma ci vorranno diverse decine di anni prima che questo sogno si possa avverare.

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