domenica 7 giugno 2026

Educazione sessuale e affettiva nelle scuole

Nei giorni scorsi è stata votata ed ora è legge dello Stato, l’insegnamento nelle scuole dell’educazione sessuale e affettiva. E per l'ennesima volta questo governo si è dimostrato incapace di correre con i nostri tempi. Ha scelto che questa nuova materia si cominciasse ad insegnare dalle medie inferiori, lasciando le elementari fuori. E poi quella che ritengo una scelta oscurantista è quella che devono essere i genitori a dare il consenso scritto affinché i loro figli possano partecipare a queste lezioni. Una direzione che Celeste Costantino, vicepresidente della Fondazione Una, Nessuna, Centomila, ha cosi definito: “Va nella direzione opposta rispetto ai Paesi Ue e alla Convenzione di Istambul contro la violenza sulle donne”. E soprattutto: “Priva i ragazzi e le ragazze di un diritto”. Un diritto per capire certe dinamiche sessuali e affettive, che in molte famiglie sono tabù. Sempre la Costantino spiega che “d’ora in poi se c’è qualche genitore che non dà la disponibilità va immaginata un’alternativa. E chi conosce la scuola pubblica sa benissimo che non si può garantire e si imporrà un’unanimità”. A non avere l’educazione sessuale e affettiva nel proprio ordinamento scolastico l’Italia in Europa, è rimasta assieme all’Ungheria e Romania.

L’ultimo rapporto Istat, ci dice che le violenze nei confronti delle donne continuano soprattutto in ambito familiare. Così a quella figlia vittima di violenza non stiamo dando un’alternativa. Stiamo delegando al nucleo familiare una decisione che attiene invece una responsabilità collettiva.

Così come lo Stato rende obbligatorio la frequenza scolastica, oppure le vaccinazioni per i bambini, anche questa materia delicata dovrebbe essere lo Stato che si prende l’impegno di far crescere dei cittadini consapevoli riguardo la sessualità e l'affettività. Se insegnassimo ad un ragazzo o a una ragazza che quando ad un approccio sessuale il o la partner dice No, se avessero imparato che questo No deve essere rispettato, molti femminicidi non avverrebbero.

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