Nell’aeroporto di Fiumicino c’è stata una specie di colluttazione verbale tra il senatore triestino Menia e due ragazzi omosessuali che si baciavano nella saletta d’attesa dell’Ita Airways. Menia afferma di aver solo detto: “Ora basta, serve rispetto, dell’educazione”.
Mentre il
sen. 5Stelle Luca Pirondini, presente alla scena, ha detto che Menia ha usato
altro e con un tono irritato contro i due: “Non
fate effusioni in pubblico, quelle fatele a casa vostra”. Poi è
intervenuto nella querelle dicendogli di “non
permettersi, che non doveva azzardarsi a dire cose del genere a una coppia di
ragazzi che non facevano niente di male”, per poi continuare: l’omofobia nel nostro Paese non è permessa”.
Non credo di
essere mai venuto a conoscenza di altre baracconate di questo tipo da parte
meniana. Chissà, forse non si è mai imbattuto in baci ed effusioni negli aeroporti,
nelle stazioni ferroviarie eccetera, tra un ragazzo e una ragazza. Se le avesse
viste, suppongo per la sua educazione, il prode Menia sarebbe intervenuto energicamente.
Ma io penso che le cose stiano diversamente. Menia è il classico personaggio
che è ancora convinto che l’omosessualità è una devianza, una malattia come
veniva catalogata nel medioevo.
Per cui le
effusioni di due ragazzi lo avevano urtato. Menia ha un passato tutto a destra:
dal Fronte della gioventù, all’Msi, da An a FdI, per cui è figlio di quella
mentalità.
Un’ultima considerazione,
Il 27 giugno prossimo, si sposa il sindaco di Pordenone Alessandro Basso di Fratelli
d’Italia lo stesso partito di Menia, con Loris Bazzo sindaco di Carlino della
Lega.
Domanda:
Basso e Bazzo inviteranno Menia al loro matrimonio?
Se faranno
come il parlamentare pordenonese Loperfido che si è recentemente sposato (con
una donna…) ed ha invitato molti esponenti di spicco della destra regionale e
italiana. Sono curioso di vedere se sarà invitato al matrimonio anche
Menia, visto che la sua piazzata, come afferma, non è contro l’omosessualità, ma
contro tutte le effusioni amorose pubbliche di coppie etero e non.
Ovviamente
sempre per educazione.
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