Il Tav , il supertunnel ferroviario che dovrebbe collegare Torino a Lione, ha finito i soldi. Il 17 giugno 2026 a Chambéry in Francia, durante la Conferenza intergovernativa sull’opera, il rappresentante della Commissione europea Mathieu Grosch, ha detto chiaramente che l’Ue non ha finanziamenti per la fase finale dell’opera: “ Oggi siamo tutti d’accordo nel dire che non bisogna contare solo sugli Stati e sull’Europa per finanziare spese di questa portata. Bisogna anche pensare a ricorrere a finanziamenti alternativi”. Quando i NO Tav chiedevano di bloccare l’opera perché inutile e molto costosa, gli irriducibili favorevoli alla sua costruzione, dicevano che non si poteva bloccare perché c’erano accordi in essere con la Francia. Ma ora è la Francia che ritiene sia un’opera non essenziale. Che è in ritardo rispetto all’Italia addirittura di una decina anni. L’ultima promessa per l’apertura nel 2034 che è già vuota. Infatti i francesi hanno bloccato la progettazioni delle vie d’accesso al Tav con cantieri che apriranno nel 2038 per finire i lavori nel 2045!! Lo ha detto il capo delegazione francese alla Conferenza di Chambéry. Per cui, perché l’Italia dovrebbe continuare i lavori visto che non ci saranno sbocchi prima del 2045?
E i costi
nel frattempo sono enormemente lievitati. Il solo supertunnel nel 2012 aveva un
costo di 11,1 miliardi di euro, ora sono 14,7. Dai 5,2 del progetto totale
originario degli anni novanta ai 25-27 attuali e chissà quanto ancora aumenterà
per completarlo.
E questo fa
riflettere su un’altra opera gigantesca che questo governo insiste per metterla
in opera: è il Ponte sullo Stretto.
Quanto
costerebbe al consuntivo finale? Oggi i costi sono stati valutati 13,5 miliardi
di euro, è così azzardato pensare che alla fine potrebbe costare 35/40 miliardi,
visto che il progetto è lacunoso su molti punti? E poi, al di la di tutte le
considerazioni sull’utilizzo futuro, siamo sicuri che funzionerà, visto che si
trova in una zona ad alta sismicità?
Io penso che
questa feroce volontà di costruirlo, ci siano degli interessi opachi, poco
trasparenti che nulla hanno a che fare con il bene pubblico.
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