Per capire se un politico è una persona perbene oppure un cialtrone, lo si misura su ciò che dice e su ciò che fa. Un esempio clamoroso di cialtroneria politica sono le millantate preferenze sulla nuova legge elettorale preparata da Meloni & soci. Un inganno, un imbroglio degno dei giocatori delle tre carte da sagra paesana.
L’emendamento
preparato da FdI prevedeva sette candidati per ogni lista in ogni collegio. Il
primo, ovvero il capolista era bloccato. Se il partito avesse ottenuto un
seggio in quella circoscrizione, il capolista, aldilà dei voti di preferenza,
sarebbe stato eletto. Mentre gli altri sei candidati stampati sulla scheda
elettorale, l’elettore avrebbe potuto esprimere fino a tre preferenze che
cominciavano ad essere valide come si è visto, dal secondo della lista dei candidati in poi. Per cui se un partito eleggeva
un solo parlamentare, sarebbe entrato in Parlamento il capolista che come
vediamo non aveva bisogno delle preferenze. Questo sarebbe successo con ogni
probabilità con le forze politiche medio-piccole, quelle col 6-8%.
You Trend ha
tradotto l’inganno con i numeri. Per una lista che ha il 5%, soltanto lo 0,8%
degli eletti alla Camera e l’1,7% al Senato sarebbero stati scelti con le
preferenze. Mentre un partito con il 10% si sarebbero alzate le percentuali di
poco, rispettivamente al 5% e al 6,6%. Persino con il 15% meno di un deputato su
cinque e un senatore su sette sarebbero eletti con le preferenze. Solo dal 30%
in su gli eletti con le preferenze sarebbero state la metà. Per cui ci troviamo davanti
ad una presa in giro colossale. Una beffa per quei sei candidati che
avrebbero procacciato i voti per venire eletti, ma poi sarebbe eletto il capolista.
Il giurista
Massimo Villone scrive: “Formalmente gli
elettori avrebbero potuto scegliere i parlamentari, concretamente solo poche
decine sarebbero state davvero selezionate dalle preferenze”. E poi: “Non possiamo essere certi che la Corte
costituzionale avrebbe bocciato una soluzione simile, perché su questo terreno
le maglie della giurisprudenza sono piuttosto larghe”. Ma tutto era “ingegnerizzato per evitare il bollino
dell’incostituzionalità”.
Insomma una
presa per il culo grandiosa da parte di questa destra che da quando è al potere, non fa altro che cercare di spingersi oltre il buon senso e alle regole di uno
Stato di diritto.
Comunque
questa mascalzonata la Camera l’ha bocciata per un voto di differenza col voto segreto.
Rimane
sempre l’incipit iniziale: E’ dalle azioni che si riesce a capire se un
parlamentare, un governo è composto da persone perbene, oppure da cialtroni che
cercano di imbrogliare i cittadini boccaloni.
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