Ecco due esempi di casta padrona.
Il
presidente del Cnel Brunetta, che un tempo voleva abolirlo perché lo riteneva
un carrozzone di Stato mangiasoldi, si è nuovamente aumentato lo stipendio. Nel
2024 era a 91.000 euro lordi annui. Nel 2025 se lo è aumentato a 215.764,45
euro . Non male come aumento, visto che il Nostro è titolare anche di una
pensione e di un vitalizio da parlamentare.
Poi il caso
della riforma della Corte dei Conti del governo Meloni. E’ la cosiddetta “legge
Foti” (con una ti…) parlamentare di FdI ed ora ministro.
Grazie a questa
legge, che ha limitato i poteri di intervento introducendo un salvacondotto per
gli amministratori pubblici che hanno provocato danni erariali, ma che ora sono
salvi se il danno non è stato procurato per “colpa grave” e in “buona fede”.
Il processo
sullo scandalo urbanistico di Milano, dove si costruivano grattacieli di 23 e
16 piani dove prima c’era un magazzino di due piani, facendoli passare come
“ristrutturazione edilizia”, è la prova provata. Tre dipendenti del Comune di
Milano addetti al settore edilizio, con la legge Foti, anziché pagare il danno
valutato dalla CdC lombarda in 321mila euro di danno erariale per mancati oneri
di urbanizzazione, ne pagheranno solo 128mila, un terzo circa. Non avevano
incassato gli oneri dovuti dal costruttore dei due grattacieli al Comune di
Milano. I giudici hanno stabilito che lo hanno fatto in buona fede e non per
colpa grave.
Questi due
casi sono emblematici su come va il mondo al contrario: chi appartiene alla
razza padrona si stendono tappeti rossi, chi invece è un comune cittadino, deve
essere bastonato. Per i cittadini comuni l’ignoranza delle leggi non è ammessa.
Se un cittadino parcheggia dove non è indicato in modo chiaro il divieto di
sosta, deve comunque pagare la sanzione. La legge non contempla che il semplice
cittadino possa essere in “buona fede”.
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