sabato 4 luglio 2026

Lefebvre e la destra

Per capire lo scisma che si sta consumando all’interno della Chiesa Cattolica con l’ordinazione di quattro nuovi vescovi seguaci di mons. Lefebvre, bisogna osservare con chi sta la destra estrema. Quelli che vengono chiamati ultracattolici stanno con loro. Cosa voglia dire ultracattolico francamente non lo so. Se questo termine significa una Chiesa Cattolica com’era solo fino a qualche decennio fa, ovvero prima del Concilio Vaticano II, una Chiesa mondana che dettava legge su tutto in primis alla politica, come faceva ad esempio l’ex presidente della Cei Ruini, allora capisco perché un campione del mondo più retrivo come l’ex parlamentare della Lega Mario Borghezio ora con Vannacci, presente alla cerimonia in Svizzera possa dichiarare: “Migliaia di fedeli riuniti in preghiera con i copricapi bianchi, mi hanno ricordato le migliori Pontida. La Fraternità (urca, detta da Borghezio!) ha preso una posizione coraggiosa a procedere  con queste investiture. Un atto di affermazione dei valori della tradizione a fronte di una tendenza inarrestabile della Chiesa verso il progressismo che si allontana dai principi del cattolicesimo (gulp!), che dovrebbe far riflettere papa Leone XIV”. Insomma, Borghezio, un nome, una garanzia, insegna al Papa a fare il Papa.

Lefebvre è stato scomunicato nel 1988 da papa Giovanni Paolo II, anche allora per le investiture di nuovi vescovi non autorizzate dal Vaticano.

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